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Le belve di Don Winslow

di Enzo Baranelli

Le belve winslowUn notevole cambio stilistico rispetto all’epica ricostruzione de “Il potere del cane”, che era una sorta di “Cent’anni di solitudine” versione noir.  Qui Winslow scrive con stile cinematografico: si veda anche il ringraziamento finale ad Oliver Stone, che sta completando le riprese del film tratto dal libro con un cast d’eccezione: Benicio Del Toro, Uma Thurman, John Travolta, Salma Hayek e altri. Ed è proprio al linguaggio cinematografico che rimanda la scrittura di Winslow (che ha collaborato alla sceneggiatura, presumo senza troppa fatica). Vi sono passaggi in cui si richiama espressamente lo stacco di una cinepresa, in questo caso del narratore, e una serie di dialoghi scritti direttamente come una serie di battute trai personaggi. O. (da Ophelia) è la ragazza di Ben e Chon, niente di troppo cerebrale comunque, un triangolo amoroso senza lati oscuri. I due sono coltivatori di marijuana in serra nella California del Sud. I problemi iniziano quando un cartello messicano, guidato da Elena (Salma Hayek) non decide di espandersi al Nord.

Colpi di scena, scrittura a volte lenta, a volte anfetaminica: un misto di Ellroy, con meno schemi e ossessioni, un po’ di Bret Easton Ellis, per la parte dello shopping ossessivo-compulsivo di O., e una follia alla Gischler a condire il tutto. Esplosioni, armi da fuoco e molto lavoro per gli stuntmen. “Le belve” usa linguaggi e stili diversi per decostruire e ricomporre la struttura narrativa del romanzo. Don Winslow svolge bene il suo lavoro e attende il film di Stone previsto per il 2012 (Savages come il titolo originale).

Don Winslow, “Le belve”, ed. or. 2010, pp. 453, 19,50 euro, Einaudi, 2011.

Giudizio: 4/5.


29.10.2011 1 Commento Feed Stampa