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I Delitti della Speranza di Javier Calvo

di Enzo Baranelli

delitti speranza calvoLo sfondo del romanzo è una Barcellona ottocentesca su cui cala il Soffitto delle Ombre, come un sipario nel cielo, fatto di fumi e sudori. La città è in continua trasformazione: “Gli alberi sono stati segati, il terreno spianato. In fondo al burrone che ora è comparso, mucchi di terra e pietre rubati alla montagna si elevano come tumuli preistorici. L’impressione è che a Montjuich sia spuntata una bocca che sbadiglia verso il mare”. “I Delitti della Speranza” offrono un’altra versione del giallo storico catalano di cui rimane opera insuperata “La maledetta” di Marc Pastor, ambientato nei primi anni del Novecento. Alla narrazione l’autore aggiunge, come nel precedente “Mondo meraviglioso”, elementi sospesi tra magia, scienza e sogno: “La maggior parte dell’azione delle droghe allucinogene si concentra nell’ippocampo. La sede dei ricordi. Due bulbi gemelli, simili a bachi da seta. A cavallucci marini. L’unico modo per esaminare l’ippocampo è usare reagenti. Roca preleva un campione per applicarvi la tintura; sul quaderno aperto, ha già segnato i risultati di una dozzina di reagenti diversi”. La pseudo-scienza di Manelaus Roca, l’anatomista pazzo alla ricerca della primitiva scintilla che dia la vita all’organismo, occupa molte pagine del romanzo. Il lettore non si trova di fronte né a un giallo classico d’impronta storica, né a un pastiche letterario alla maniera del feuilleton che compare nel romanzo (“Città segreta”, una sorta di storia all’interno della storia): Calvo scrive un ibrido ricco di descrizioni cariche di odori e suoni, e vita. Le indagini poliziesca e di Roca si affiancano e come ribadisce lo stesso autore, spesso si “eludono spiegazioni razionali”. Non è un testo semplice, ma composto a strati da dissecare e penetrare, senza alcun manuale a fare da guida.

Javier Calvo non solo vuole allontanarsi dal giallo storico, ma vuole riscrivere la Storia attraverso una serie di improvvise illuminazioni, cospirazioni, circoli segreti: il mondo magico nella sua narrativa prenderà sempre il sopravvento (qui troviamo un’anarchia rivestita da un sanguinante luddismo). Il romanzo è partorito da più sogni e nella fuga onirica la scrittura diventa il fine per riuscire a catturare l’ultimo bagliore prima che tutto scompaia.

Javier Calvo, “I Delitti della Speranza” (ed. or. 2010), pp. 260, 18 euro, BCDe, 2011.

Giudizio: 4/5.


30.07.2011 2 Commenti Feed Stampa