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Otherside di Giancarlo Narciso

di Enzo Baranelli

otherside-giancarlo-narcisoCon una conoscenza precisa e profonda dell’area del Sud Est Asiatico, Giancarlo Narciso riversa nel romanzo un’incredibile quantità di informazioni da Bali a Bangkok a Vientiane e Hong Kong e Manila e altro ancora: la zona che fa da sfondo alla prima (e più densa) parte del romanzo è passata al setaccio fine del conoscitore non occasionale, però è sempre l’azione a essere il filo principale della storia, tutto è funzionale al testo. Certo non abbiamo a che fare con Lawrence Osborne, ma il viaggiare del protagonista assume connotazioni quasi filosofiche. L’autore ha esperienza diretta di ciò che racconta e si sente. “Le persone che fanno cose simili spesso percorrono sentieri simili. E incontrano le stesse persone”. La voce narrante è quella di Sergio Biancardi, ex militare, ora agente esterno del JID di Singapore e libero professionista nel campo della sicurezza. Quando ormai la sua caccia è un’ossessione, riesce a essere ironico: “Perché no? Era il mio passatempo preferito, girare metropoli orientali scendendo da un aereo e saltando su un altro. Sergio Biancardi, il pendolare con la pistola”. Narciso è in grado di contaminare il racconto con elementi diversi: dallo spionaggio, al giallo, all’azione pura costruendo uno dei migliori thriller in circolazione (e di certo non mi riferisco solo all’Italia). L’editore Perdisa rende onore al romanzo con un’edizione curata (solo qualche trascurabile sbavatura nel testo, come anche accade a volte alla scrittura di Narciso): costola in tessuto, solida rilegatura, bianco e nero che sfuma nel grigio, buona carta, dimensioni particolari, lievemente più ridotte rispetto al classico hardcover. Perdisapop, la collana curata da Luigi Bernardi, può segnare un altro sostanzioso punto a suo favore. Oltre all’ottimo romanzo, l’editore rilancia l’eleganza e il piacere del vero libro nell’epoca degli e-book.

L’altra parte a cui fa riferimento il titolo (“Otherside“) è citata nel romanzo come la parte di perdenti, anche se il senso della parola non ha esattamente le connotazioni che saremmo indotti a darle, e infatti l’autore usa un termine inglese: “Poi toccherà fare i conti anche a te. Siamo dalla stessa parte, dalla parte dei loser. E’ un mondo diverso da quello normale. Una volta che ci entri, non c’è modo di uscirne”.

Le citazioni in lingua originale da film di Peckinpah, Kasdan, Hitchcock, Leone e Rodriguez non sono semplici decorazioni che aprono le varie parti dell’opera e circondano la brillante cultura dell’autore, ma servono come chiavi per introdursi nell’universo metaletterario del testo e ritrovare poi la citazione, più o meno esplicita, riprodotta nel racconto che proprio a questi registi fa riferimento. Alla rassegnazione di Sergio di fronte al massacro che si fa sempre più vicino, non può non corrispondere che un richiamo a The Wild Bunch citato in apertura (e non con la famosa frase “Why not?”). Inoltre il locale Titty Twister è un omaggio esplicito al film di Rodriguez “From Dusk Till Dawn”. Dall’Indocina al Messico la costruzione si dimostra sempre avvincente e solida. Abbiamo uno scrittore di thriller d’azione che è di gran lunga superiore a molti suoi colleghi americani. Mentre Massimo Carlotto e i suoi emuli friggono l’aria, Giancarlo Narciso crea trame e personaggi memorabili. Per introspezione, suspense, azione e senso estetico questo è un romanzo straordinario.

Giancarlo Narciso, “Otherside”, pp. 350, 18,50 euro, Perdisa Editore, 2011.

Giudizio: 4/5.


26.07.2011 2 Commenti Feed Stampa