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La cospirazione delle colombe di Vincenzo Latronico

di Enzo Baranelli

latronicoNormalmente quando leggo, sottolineo, scrivo appunti, la mia copia di Hidden Files (Stanze Nascoste – Meridiano Zero) di Derek Raymond presenta note a matita ovunque, questo volume è intonso. Latronico nella sua storia con gli abusati schemi di Ponzi (ormai potrebbe progettarli un bambino) fallisce nel mettere in scena personaggi vuoti, anzi, tutto il testo è privo di spessore. La lettura è scorrevole proprio perché frutto di una leggerezza che è il marchio della mancanza di originalità e genio. Capisco che non si possa sempre pretendere il capolavoro, ma è ingiusto anche pubblicare quasi 400 pagine di vuoto. Donka Berati, Alfredo Cannella, amici, nemici, falchi e colombe: mi avevano chiesto se il libro fosse brutto come il titolo (che riprende un metafora molto usata), riflettendoci direi che è peggiore. Un saggio di antropologia e storia riesce a essere più affascinante. Manca la capacità narrativa di trasformare le parole in quel qualcosa di più che le rendano, se non eterne, memorabili e facciano sentire vivo il lettore. Haslett aveva già scritto Union Atlantic, che si può citare per una vicinanza di temi trattati: pur con i suoi difetti, lì si sente potente la voce dello scrittore, qui avviene il contrario. La cospirazione delle colombe è un romanzo sul denaro, sulle truffe, ma gli argomenti vengono frantumati da una prosa alla De Carlo o Veronesi. Autori di ottimo mestiere, ma senza speranza di colpire il lettore, nessuna profondità nascosta (ovviamente hanno i loro ammiratori, ci mancherebbe). La letteratura crea gorghi, inaspettate combinazioni di parole: non qui, non ora.

Vincenzo Latronico, “La cospirazione delle colombe”, pp. 387, 15 euro, Bompiani, 2011.

Giudizio: 1/5.


16.07.2011 1 Commento Feed Stampa