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Niente da capire di Luigi Bernardi

Contro i Picozzi televisivi, Luigi Bernardi scrive nel suo stile limpido ed essenziale tredici racconti di crimine brevi, fulminanti, bellissimi. Luigi Bernardi è la storia del noir in Italia: creatore di Granata Press e fondatore della collana Einaudi Stile Libero noir (Manchette, Crumley, Bunker, Leonard, Wambaugh, Lansdale, Higgins) ha scoperto i maggiori scrittori di nero italiani e pubblicato i più grandi stranieri (Jean-Patrick Manchette su tutti). Il libro si chiama Niente da capire, tredici storie senza mistero ed è edito da Perdisa Pop. “Mi sono accorto che nella cronaca nera è sempre fortissima la tentazione del movente, ma nella realtà sono pochi i casi in cui esiste davvero un perché”, spiega l’autore, e fa pensare ai lunghi pomeriggi televisivi in cui i Picozzi e le Palombelli discutono ore di cronaca nera alla ricerca di perché che non esistono. “Le storie criminali si possono raccontare, e raccontare meglio, se non si è costretti a costruire intorno a loro i castelli narrativi che sono propri della narrativa poliziesca e della cronaca nera”. Perché alla fine, spesso, non c’è niente da capire: quello di Bernardi è un requiem per il poliziesco. La protagonista delle storie si chiama Antonia Monanni (un nome che nasconde un omaggio a Scerbanenco: Nunzia Monanni era la moglie del grande scrittore italo-ucraino) ed è una donna magistrato dai lunghi capelli neri che straccia i gialli brutti (Lo sguardo di uno sconosciuto di Karin Fossum, forse usato da Bernardi come archetipo dei gialli nordici che gli uffici stampa presentano invariabilmente come capolavori e che a mattoni invadono le librerie), vive sola ed è chiamata tredici volte sulla scena di un crimine. Non cerca verità, non ce n’è bisogno, non esiste più lo scopo dell’indagine (l’assassino è sempre immediatamente trovato), rimangono crimini terribili e privi di mistero. La smania di capire va bene per le tv. I moventi dei crimini su cui non indaga la Monanni sono chiari da subito, e sono quanto di più stupido possa pensarsi: i vicini rumorosi, la figlia che fuma troppo, l’invidia per una vecchiaia con più visite dai parenti. Niente da capire non è il primo libro che racconta storie di crimine per l’autore bolognese: anni fa uscì per DeriveApprodi l’imperdibile Pallottole vaganti. 101 omicidi italiani, un piccolo volume passato quasi inosservato ma fondamentale in ogni biblioteca nera. Narra, in poche righe, centouno omicidi commessi in Italia nell’anno duemila. Sono brevi racconti fatti di dettagli: un nome e un’età, un’arma, un movente, un luogo e una data. Un ritratto in nero dell’Italia del duemila, anno importante perché per la prima volta, “si muore più facilmente per i colpi di un familiare, di un amico, di un vicino di casa, che per mano della criminalità professionista”.

Recensione apparsa sulla rivista 21 [1] all’interno della rubrica “Peñarol, il giallo e il nero [2]“.

Luigi Bernardi
Niente da capire
Perdisa Po
pp. 141, 10€
Giudizio: 5/5