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Il giapponese cannibale di Antonio Pagliaro

di Elisa Bolchi

covergiap1Il romanzo breve, o racconto lungo che dir si voglia, ha un sapore daltri tempi e daltre terre. Un po perch in Italia si usa poco questa forma narrativa, cara invece a scrittori come Joyce o Conrad, un po perch oggi pochi editori sono disponibili a mettere in azione la macchina editoriale per un ridotto numero di pagine.
invece una misura narrativa piacevole, che riesce a stare sospesa tra quella di pi ampio respiro del romanzo e latmosfera diradata della poesia, ed la forma che ha scelto Antonio Pagliaro gi autore del Sangue degli altri (Sironi) e dei Cani di via Lincoln (Laurana) per il suo ultimo lavoro. Nel Giapponese cannibale scopriamo un Pagliaro tutto diverso da quello che abbiamo conosciuto nei romanzi. Qui il tono meno carico di ironia, lo stile pi rarefatto. Mancano e questo un peccato i suoi magnifici dialoghi, di cui questa piccola storia quasi del tutto priva. Mancano i personaggi quasi caricaturali dei commissariati siciliani, ma resta il talento di Pagliaro nel descrivere la specie umana e gli orrori della societ.
Issei, il giapponese protagonista, che forse qualcuno addirittura ricorda per il fatto di cronaca che Pagliaro qui trasforma in arte, un personaggio che al tempo stesso ci fa tenerezza e ci incute timore. Lo sappiamo cannibale fin dalla copertina e questo ce lo rende una figura inquietante, ma Pagliaro ce lo presenta visto cos da vicino che non riusciamo a non essere dalla sua parte, anche se sappiamo che non dovremmo. Le prime pagine sono infatti pervase di passionalit e amore, anche. Un amore distorto, malato, ma pur sempre amore. La parte pi disgustosa della narrazione invece, come spesso accade con Pagliaro, quella che ci dipinge la societ. Anche le pagine pi macabre non arrivano a suscitarci lo sdegno che invece ci sopraff alla fine della narrazione quando descritto lo sfruttamento che la societ cieca e consumistica fa di un efferato fatto di cronaca nera e un conclamato disagio psichico che nessuno ha voluto ascoltare n tantomeno aiutare.

Il cannibalismo, che cos bene identifica la societ moderna, tanto incentrata su di s ed impegnata ad autocelebrarsi da autofagocitarsi a pi riprese come fosse un ruminante (si pensi solo allinfinito riciclo tuttaltro che ecologico dei vari prodotti dei reality show di cui ormai invasa la tv), questo cannibalismo qui esplicitato con toni insoliti, con una crudezza disarmante, che alla fine ci apre gli occhi e ci dice che il mostro, in fin dei conti, siamo noi.

Antonio Pagliaro, “Il giapponese cannibale”, pp. 66, 5 euro, Senzapatria, 2011.

Giudizio: 5/5


8.06.2011 Commenta Feed Stampa