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Chiedi e ti sarà tolto di Sam Lipsyte

di Chiara Biondini

Chiedi-e-ti-sara-tolto-di-Sam-LipsyteQuando ho visto la foto dell’autore, mi sono detta: “Ecco, ora capisco molte cose.”

Ho capito i suoi protagonisti, che sono fondamentalmente sempre la stessa persona: quarantenni un po’ sovrappeso, dall’espressione a metà tra il pervertito e il bonaccione, un’aria un po’ sconfitta, quegli uomini che – da studenti – erano gli strani, i disadattati, coloro che si perdevano nel gruppo, che osservavano i tipi fighi e le loro ragazze, per poi chiudersi in camera a sfinirsi di seghe e canne, in vaghe fantasie di rivincite future.

Scrivi di ciò che conosci, dicono. Di ciò che sai. E osservando lo sguardo un tantino imbarazzato di Lipsyte, c’è da crederci.

Milo Burke, il protagonista di “Chiedi e ti sarà tolto” (titolo originale “The Ask”) è un ex quasi talento artistico. Non è riuscito a fare molto di più. Le sue fantasie sessuali, e le sue avventure patetiche, sono molto più numerose del suo potenziale. Una quasi carriera è tutto ciò che Milo, ora cercatore di “sgancia” per un’Università di secondo livello, può tenere stretta  sé per dirsi: “C’è stato un momento in cui potevo diventare qualunque cosa, avere qualunque donna, possedere la Perfetta Vita Americana”. E poi? E poi c’è la realtà, inesorabile e impietosa.

Eppure, Milo ha una moglie, Maura, di cui è innamorato, e un figlio, Bernie, che il più delle volte lo diverte e lo commuove. Il tutto però è ovattato, confuso, poco definito, perché opaco rispetto alla proiezione di quel futuro che Milo si era fatto dipingendo tele infarcite di modesto talento.

Lispsyte ci sbatte addosso in ogni pagina un vecchio adagio: ciò che hai è sempre una brutta copia di ciò che avresti potuto avere, di ciò che hanno gli altri, di ciò che vorresti.  Non si tratta di felicità. Si tratta di soddisfazione. Di essere, per una volta, grati.

Eppure, crogiolarsi nel rimpianto di glorie perdute sembra essere più seducente, così come sognare tette e culi che non vuoi davvero, ma che ti avvincono col miraggio della possibilità.

Milo Burke si trova sull’orlo del fallimento personale, sul lavoro e in famiglia, e del resto è sempre così, no? E’ qui  che troviamo i protagonisti che ricorderemo: fermi a un bivio, in bilico su un precipizio, mentre lo scrittore con la sua penna deciderà se sollevarli o seppellirli per sempre.

Ed ecco che arriva La Possibilità, sotto forma di Passato, ovvio: un vecchio compagno di scuola vuole che Milo – licenziato da poco per aver insultato una figlia di papà – si occupi della sua pratica; se Milo riuscirà ad ottenere da lui una cospicua donazione per l’Università, avrà gloria, onore, e perché no, fica fresca, già che ci siamo.

Attorno a Milo si muovono comprimari e comparse, tutte meravigliose icone dei mali comuni e mortali dell’America di oggi: le nuove tendenze, l’anarchia sociale, il wellness, la prepotenza, il Denaro, il potere.lipsyte2

Milo ha una madre che vive con la sua compagna, porta il figlio in un asilo autogestito e pedagogicamente slegato dai soliti canoni (il che vuol dire assolutamente inadeguato), e si troverà ad avere a che fare con il Simbolo della perfezione tanto inseguita:  Purdy, bello e ricco, talentuoso, intelligente.

Con un segreto e molte richieste.

Tutto può andare bene, molto può andare a rotoli.

Il lettore osserva la lenta parabola di Milo, fatta di brusche partenze, strappi, fermate impreviste e annebbiate, discese ripide e angoli bui e minacciosi.

La bravura di Sam Lipsyte sta tutta nella sua arguzia, nel suo impietoso osservare, riportare, e analizzare un fallimento epocale, non solo di un uomo ma – probabilmente – di un intero Paese, che si bea di antichi fasti, proiettando vecchi film di gloria in cinema polverosi, mentre il Presente si sfascia sotto il peso di troppe, futili, infantili sciocchezze.

L’America del capitalismo, del sogno e del mito scricchiola, e si trova a spolverarsi le ginocchia sbucciate e sanguinanti.

Lipsyte rende il tutto perfettamente divertente, cinico al punto giusto, in un girotondo di scene patetiche e tragicomiche avventure, ricordandoci che siamo esseri imperfetti, alla continua ricerca di una piccola salvezza, una fragile felicità.

Sam Lipsyte, “Chiedi e ti sarà tolto”, (ed. or. 2010), pp. 371, 14,85 euro, Minimum Fax, 2011.

Giudizio: 4/5


29.05.2011 Commenta Feed Stampa