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Generosity di Richard Powers

di Enzo Baranelli

generosityLa non fiction creativa si riduce a questo: ora la scienza tiene regolarmente conferenze stampa

Generosity” è un romanzo sulla felicità, sulla genetica, su ciò che ci definisce come esseri umani e lancia un inquietante sguardo sul futuro. E’ innegabile che le biotecnologie siano uno dei settori più ricchi di innovazioni, la mappatura e la trasformazione dei geni rappresenta un confine che alcuni scienziati percorrono quotidianamente. Il professor Thomas Kurton del romanzo rappresenta il ricercatore sempre all’avanguardia, pronto ad accettare qualsiasi cambiamento la scienza possa arrivare a compiere. Richard Powers fa riflettere, profondamente, su quanto siamo disposti a perdere, per acquisire nuove conoscenze che potrebbero trasformarsi in una ferrea eugenetica.

Tutti i personaggi del romanzo vivono creati dalla penna di un autore che non si nasconde, ma diventa presenza viva, e, attraverso numerosi passaggi spinge la direzione del racconto verso la metanarrativa.

Miss Generosity è Thassa Amzwar, una studentessa forse dotata dei geni che possono rendere una persona intimamente e quotidianamente felice: “Chiunque sia vivo dovrebbe scoppiare di felicità, sentirsi straordinariamente avvantaggiato nel gioco, un milione di volte dei non nati”.

Powers lascia spazio alle contrapposizioni, non difende una tesi.  Quando Kurton incorona (con lo pseudonimo di Jen) Thassa come esempio genetico della felicità, le reazioni sono moltissime, alcune anche divertenti: “Se Jen è davvero esente da tristezza, allora si perde qualcosa di profondo, –scrive un blogger– misterioso ed essenzialmente umano. Io la penso così, e continuerò a dirlo finché non troverò la dose giusta di paroxetina…”. (Certo fa ridere se sapete cos’è la paroxetina, Powers non scrive certo per lettori senza conoscenze, e in fondo, ormai, gli inibitori della ricaptazione della serotonina o SSRI sono parte della storia umana, come può esserlo il vino, non necessitano di spiegazioni).

La sentita riflessione sul futuro trasforma “Generosity” in un romanzo-diario che non ha eguali. Può non piacere e allora potete anche scendere oppure evitare la fatica di salire: la buona letteratura richiede sempre un minimo impegno. “La tecnologia cambia il nostro concetto di intollerabile”.

In uno dei numerosi inserti metanarrativi, Richard Powers si addentra nella forma del “romanzo”; l’autore americano è in grado stupire in poche righe il lettore con il genio puro che lo contraddistingue. Sempre, anche nelle sue opere meno riuscite (ma non è questo il caso), troverete la genialità di Powers che si insinua tra le righe, e, se siete fortunati o semplicemente acuti, ne rimarrete avvinti: “La selezione sessuale, la forma più sicura e venerabile dell’eugenetica, ci ha plasmati nei lettori bisognosi di narrativa che siamo oggi. Una parte di me adorerebbe appartenere a una specie libera, ogni tanto, di leggere qualcosa che non parli soltanto della propria prigionia. Il resto di me sa che il romanzo sarà sempre una sorta di sindrome di Stoccolma: lettere d’amore all’impulso che ci ha rapiti”.

Richard Powers, “Generosity”, (ed. or. 2009), pp. 365, 20 euro, Mondadori, 2010.

Giudizio: 5/5.


22.05.2011 Commenta Feed Stampa