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Settanta acrilico trenta lana di Viola Di Grado

di Enzo Baranelli

settanta-acrilico-trenta-lana1Autobiografico, ma non troppo, il romanzo desordio di Viola Di Grado cerca nuove forme per esprimersi, una lingua che sia originale. Questa ricerca, sicuramente faticosa, costituisce il centro dellopera, la trama trascurabile. Venire da o venire di? Per il dizionario va bene la prima, per Di Grado la seconda (p.45); certo quando si lotta per avere una nuova voce, le regole non sono essenziali. Il risultato altalenante, a volte riuscito, a volte fuori bersaglio. Spesso espressioni consunte spuntano nel romanzo: Christopher Road era calda e bagnata come una puttana. E divertente il tormentone (e il riassunto) del film-DVD Ni Albni. Spesso si cede alla tentazione dello stile pi facile, spiazzante a oltranza, perch in cerca di nuovi significati: Fuori era talmente aprile che dovevo schermarmi gli occhi con la mano, troppa luce, cos tanta che non ci credi che Dio a farla ci ha messo solo un giorno. Camminavo lenta incastrandomi nellombra oppure lombrello storpio sul marciapiede, le stecche per aria come zampe azzoppate o ancora: La finestra si spalancava su un sole finto, uno schizzo di tuorlo sul bianco malato del cielo; a essere finta sembra proprio la lingua, rincorsa nelle sue espressioni meno comuni, ma per questo pi fragili. Ad esempio non si capisce perch le lacrime si debbano lanciare sulle guance come kamikaze.

Basso budget: se un’espressione funziona, ripetila. A pagina 17 leggiamo: Il sole un remake a basso budget dei suoi occhi. [] Io sono un remake a basso budget dei suoi geni. Bene, per di nuovo a pagina 46: Le case mute e tutte uguali sembravano il set di un film a basso budget. Abbiamo capito, grazie.

La passione, non negata, per Amlie Nothomb non depone a favore dellautrice, ma a giudicare daviola di gradolle foto sembra seguire bene lispirazione della scrittrice belga.

In generale il linguaggio affonda in un autocompiacimento, che va di pari passo con lautocommiserazione della protagonista, Camelia (si chiama cos perch lautrice le fa decapitare i fiori come nella Famiglia Addams): Il sorriso sorrisissimo sulle guance guancissime, e il suo corpo corpissimo che mi guarda coi piedi piedissimi []. Troppe volte questo eccesso del linguaggio sfiora il ridicolo: Spade di pioggia mi sfondavano il cervello: consiglierei un casco, forse il copricapo non sufficiente.

Viola Di Grado, Settanta acrilico trenta lana, pp. 191, 16 euro, E/O, 2011 (sul dorso di copertina “Settanta acrilico trena (sic) lana”).

Giudizio: 2/5.


12.03.2011 8 Commenti Feed Stampa