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Io ti troverò di Shane Stevens

di Enzo Baranelli

Il romanzo di Shane Stevens è l’anello di congiunzione tra “A sangue freddo” di Capote e “American Tabloid” di Ellroy. Da un lato i fatti sono ridotti all’essenziale, una scrittura pulita, dall’altro un ritmo che diventa anfetaminico, le sottotrame che esplodono come bombe lungo la traccia principale. La pista tra la fuga e il fuggitivo. E’ il 1973. L’anno del romanzo (pubblicato nel ’79): l’amministrazione Nixon inizia a scricchiolare.

Ellroy ferma la sua trilogia al 1972. Nell’agosto del 1974 Richard Milhous Nixon, già noto come Tricky Dick, annuncia le sue dimissioni. In mezzo a queste due date abbiamo un anno in bilico. Ed è lì che si muove il serial killer di Stevens. Tutto è chiaro fin dall’inizio, eppure la suspense continua a essere sempre presente, e il finale inaspettato; solo quell’ultima battuta a reggere quasi ottocento pagine di narrazione, e le regge benissimo. Tutto parte da L.A.: l’ossessione per la madre, gli omicidi delle donne, una follia omicida che attraversa un’intera nazione. Stevens in “Io ti troverò” (titolo originale: “By Reason of Insanity”) riesce a gestire l’indagine criminale e i maneggi politici, la pianificazione degli omicidi e lo scontro tra uomini, duplicato in un gioco di specchi: Bishop-Kenton, Oates-Spanner, Stoner e gli altri. Stoner è la nuova forma di politico a cui dà vita Stevens, corrotto, con amicizie compromettenti, ma nonostante questo vincente: a decidere, secondo Stevens, è sempre il ventre molle, la “maggioranza silenziosa” che aveva concesso due mandati a Nixon.

Stevens affronta la follia, la corruzione, il poliziesco e calibra la scrittura per evitare il facile sensazionalismo, forse è un retaggio culturale, ma funziona. Se il linguaggio deve essere crudo è solo un lampo come la luce che casualmente colpisce il pugnale. Niente anatomia patologica, grandioso. Quando scrive il suo capolavoro, Stevens non segue le regole, le detta. Se Ellroy ha raccontato la perdita dell’innocenza di una nazione, Stevens vuole rimanere in bilico sull’abisso politico e creare la sua caccia all’assassino e ai suoi demoni. Siamo in un punto di non ritorno e, appena letto l’incipit del romanzo, quel punto è già superato.

Shane Stevens, “Io ti troverò”, (ed. or. 1979), pp. 795, 19,50 euro, Fazi, 2010.

Giudizio: 5/5.


18.01.2011 1 Commento Feed Stampa