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Notte Buia, Niente Stelle di Stephen King

di Enzo Baranelli

Credo che la narrativa di King abbia compiuto un salto di approvazione da parte della critica circa quindici anni fa, sebbene It risalga alla met degli anni 80. Nel 1998 Antonio Faeti dedicava un volume allo scrittore americano: La casa sullalbero con leloquente sottotitolo Orrore, mistero, paura, infanzie in Stephen King. Era il via libera definitivo, sebbene l’attribuzione di Grande Romanzo Americano data a It fosse, forse, pi provocatoria che ponderata (pag. 69).

In Notte Buia, Niente Stelle, King riprende la formula di Stagioni diverse (1982) e propone quattro racconti, niente viene lasciato al caso. La disposizione cinematografica e musicale, il libro si apre con un racconto che si pu immaginare in bianco e nero, e si chiude con una rapida rapsodia negli abissi della mente criminale, vista, come accade spesso in King, da un lato femminile. Le donne sono in fondo, ad esclusione de La giusta estensione, le vere protagoniste dei racconti.

King con la sua feroce postilla (in cui attacca Sarah Palin, tanto per ricordarci da che parte sta) elabora un piccolo manifesto letterario, minuscolo se paragonato ai saggi su letteratura e scrittura rappresentati da On Writing e Danse Macabre; la morale quella di sempre, la narrativa non un gioco (potrei dire alla Patterson o alla Cornwell ecc.), qualcosa di pi: il tentativo di comprendere, di dare un senso alle cose. Non pretendo che il lettore dei poeti laureati possa accettare una simile aberrante visione, ma daltronde quel lettore veniva bersagliato gi da Montale in Ossi di seppia, quindi possiamo lasciarlo dove si trova, un limbo fatto di citazioni di Philip Roth e Ian McEwan, ancorato a unepoca dove la narrativa di genere era un prodotto da drugstore. Stephen King racconta e racconta e sembra non fermarsi mai e il libro diventa sempre pi sottile, fino atrasformarsi inun filo tra tutte le sue opere, una sutura nera tra i lembi delle ferite. La pessima letteratura di King (penso -e lo dice lautore stesso- a Lombra dello scorpione, un libro che vanta milioni di fan, ovviamente) il frutto della sua inarrestabile narrativa, spesso ipertrofica e a volte perfetta, o quasi, perch pochi romanzi di King hanno un buon finale, primo fra tutti il suo capolavoro It, iniziato nel 1981 e terminato nel 1985. Forse alla fine conta pi la voce che narra delle storie in s e la voce di King, nei racconti o nei romanzi, profonda e ipnotica; la parte oscura ha chi la scruta per restituirla alla vita nella sua interezza.

Stephen King, “Notte Buia, Niente Stelle“, (ed. or. 2010), pp. 419, 20,90 euro (pazzi), Sperling & Kupfer, 2010.

Giudizio: 4/5.


5.01.2011 1 Commento Feed Stampa