Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Finzioni > Ricordi di un feticista

Ricordi di un feticista

di tamas

Gli ultimi raggi di luce, ancora abbastanza caldi, entravano obliqui dall’ampia finestra della camera da letto (era una giornata d’autunno, il sole tramontava su un tranquillo quartiere di Roma): io ero vestito a cipolla come il maldestro universitario che ero, ma stavo rimediando a quella goffa trasandatezza togliendomi di dosso tutti i panni e lasciandoli cadere sul pavimento, senza badare a sistemarli in nessun modo. Lei mi aspettava sul letto.
Per ultima tolsi e gettai in terra la maglia a strette righe biancazzurre della Spal- campionato 1992/93 – che portavo sotto la felpa bicolore. Poi fu su di lei e in lei, mentre i raggi che filtravano dalla tapparella un po’ abbassata disegnavano sulla mia schiena righe altrettanto strette.

spal mini
Il giorno del mio venticinquesimo compleanno si presentò al Quadraro, a casa di alcuni miei amici che mi ospitavano (avevo appena superato il concorso dottorale e dovevo seguire delle procedure burocratiche), la mia ragazza di allora. Per qualche motivo che non ricordo con precisione, ma di base c’entrava il fatto che non mi fossi mai innamorato di lei nonostante stessimo assieme da qualche mese, venivamo da un periodo di freddezza; lei, che era ed è tuttora una persona intelligente e piena di dignità, magra e sottile, con il seno piccolo e due occhi color giada, belli e un po’ malinconici, aveva colto la situazione ed era venuta a dirmi che non poteva più stare con me.
Io avevo passato la mattinata a seguire un’asta su ebay per assicurarmi la maglietta numero otto della Fluminense, quella di Dejan Petković.
Probabilmente ero anche io conscio che la nostra relazione non andasse un granché e forse neanche mi fregava troppo di scioglierla nei modi e nei tempi più corretti; a venticinque anni si è normalmente egoisti, e nel mio caso ero anche presuntuoso e stupido (perfino più di ora). Però, quando la vidi entrare in camera – c’ero solo io in casa – con una gonna a metà coscia e un paio di stivali di pelle dalla linea molto sobria, mi venne in mente che con tutta quella freddezza era da un po’ che non facevamo più l’amore, e invece di giocare il ruolo del cinico rassegnato la consolai, la rassicurai, baciai alla fonte le lacrime che le scendevano dagli occhi.
Conservo anche oggi tra le mie cose la maglia della Flu; ma il regalo più dolce e il ricordo più prezioso dei miei venticinque anni, sicuramente, sono le gambe nude di lei e gli occhi belli ancora un po’ appannati di pianto.

flu mini

La mia fiamma turingia era più grande di me, cresciuta ai tempi della DDR; aveva i capelli corti e gli occhi grigi di una ragazzina e un corpo immenso che pareva pensato e costruito secondo i dettami del socialismo reale. Quando guardo e indosso la riproduzione della maglia storica della Dinamo Dresda, che in realtà acquistai molto tempo prima di recarmi in Germania e di conoscerla, penso a lei; perché, come quella divisa, era anche lei allegra e solidissima insieme, e perché in fondo neanche lei l’ho mai conosciuta davvero.

dresden mini

Dissi una volta alla donna, dell’età che ho io ora, dal corpo magnifico e dalla mente sorridente, che frequentai per un breve periodo qualche anno fa, che mi sarebbe piaciuto un giorno andare con lei a Lecco; un po’ per la città, che mi incuriosisce e non ho mai visto, un po’ per comperarvi la maglietta a righe della squadra locale. Quella frase non fu mai davvero un progetto, e d’altronde non ci fu il tempo di fare dei veri progetti; in seguito, però, sono riuscito lo stesso a trovare la bella divisa bluceleste, che posseggo tuttora. Forse non è un caso, però, che la mia maglia abbia il numero sette, che è per definizione un numero solitario.

lecco mini
E poi basta, penso non ci sia altro da raccontare. Forse una volta, a dire il vero, mi è capitato di infilare le mani sotto il vestito di una mia conoscente tettona, una sera d’estate che ero uscito con addosso la maglia della Ternana. Ma per il resto non c’è davvero altro.


13.12.2010 Commenta Feed Stampa