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La donna sbagliata di Richard Flanagan

di Enzo Baranelli

ladonnasbagliataIl romanzo inizia subito con una bomba, ma fatta di parole. Richard Flanagan accosta Gesù e Nietzsche, il desiderio di amore e l’immagine del sognatore. A differenza dei due riferimenti iniziali, Gina Davies, nota come la Bambola, si definisce una realista: “Il realismo è ciò che abbraccia la delusione, per non essere mai più delusi”. La scrittura fluida immerge subito il lettore in una storia che sfiora il thriller senza diventarlo mai: “La donna sbagliata” (The Unknown Terrorist – ed. or. 2006) è un romanzo che tratta temi noti come livelli di allerta, lotta al terrorismo, però con una nuova regola d’ingaggio, quella stabilita dall’uso di personaggi estremamente umani, realistici, nelle loro passioni e insofferenze. Gina fa la ballerina di lap dance, è vero, ma sta risparmiando, e con successo, per comprare casa (come penso quasi chiunque già non ne possieda una).

La Bambola è dapprima ostile, superficiale, poi la straordinarietà degli eventi la pone di fronte a nuove prospettive: “Alla gente piace la paura. E’ per questo che sono importante per loro, perché se riescono a inventare un terrorista potranno consegnare alla gente il diavolo in persona”. Forse l’unica pecca di un romanzo, certamente riuscito e coinvolgente, risiede proprio nel brusco cambio di prospettiva di Gina, molto rapido. La storia, però, è scandita in giorni, pochi giorni e l’incipit pone subito in chiaro che l’autore, pur con i suoi personaggi, parlerà di idee. “Gesù […]avendo accettato la necessità del sacrificio della propria vita per consentire un futuro a chi gli stava intorno, fu il primo esempio -sebbene non l’ultimo- di attentatore suicida”: una metafora e una provocazione, tutto per generare idee che sono il carburante del romanzo. L’ambientazione a Sydney è resa con grande passione da Flanagan (nato e cresciuto in Tasmania), compaiono i quartieri più ricchi, e insieme il degrado delle periferie, in un quadro che visto dall’alto, dall’appartamento di Tariq, può apparire così: “La fila di pinne dorsali dell’Opera House era appoggiata alla città come una vistosa spilla addosso a una vecchia battona, la struttura di ferro del ponte sembrava un girocollo di filigrana”. Un romanzo potente, dotato di un ritmo serrato mutuato dal thriller, che scandisce le vite di vari personaggi avvicinati al lettore fino a farne sentire il più intimo desiderio, la paura più celata.

Richard Flanagan, “La donna sbagliata”, (ed. or. 2006), pp. 311, 19 euro, Frassinelli, 2010.

Giudizio: 4/5.


30.09.2010 1 Commento Feed Stampa