Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Letture > Le volpi vengono di notte di Cees Nooteboom

Le volpi vengono di notte di Cees Nooteboom

di Enzo Baranelli

nooteboomE’ un gioco sottile di immagini, frammenti di dialoghi tenuti insieme da un’emozione che non si può dire. Nooteboom insegue fantasmi e ricordi, in una corsa che ha il ritmo di un cuore all’apparenza regolare, ma pronto alla tachicardia: “Cerca una maglia rotta nella rete” scrive Montale prima d’iniziare “Ossi di seppia” e “In Limine”, più che altri citati esempi, contiene la chiave per addentrarsi nel narrare di Nooteboom.

Nostalgia, amore, rimpianto, perdita, affetto: la gamma dei sentimenti è vasta, seppure dominata da un’eco di morte, e si ritrova in magnifici racconti dove l’ambientazione spazia da Venezia alla Spagna, passando per la riviera ligure di Montale, senza mai essere semplice cliché, ma natura viva, spazio abitato da uomini od ossessioni. Cees Nooteboom, in “Le volpi vengono di notte”, avvicina il lettore al cuore pulsante della vita, con movimenti traversi, mai diretti; l’arrivo è quello, ma il cammino divagante.

L’autore ha una straordinaria capacità empatica, attraverso la quale semplici immagini diventano mezzo perfetto per comunicare con il lettore. In alcuni casi, dove affiora quel senso di morte che dicevo, si ha l’impressione di ricevere un testimone, come in una maratona che non concluderemo.

Pur nella sua ricercatezza, mai il linguaggio diventa manierismo barocco, tutto è invece funzionale al narrare; e questo, e in fondo, il marchio di un grande scrittore. La memoria corre ad altri paesaggi o libri come “Vento largo” di Biamonti, sebbene il sigillo che chiude la raccolta sfiori il mito e sia, a tirare le somme, nei versi del poeta:

Godi se il vento ch’entra nel pomario

Vi rimena l’ondata della vita:

qui dove affonda un morto

viluppo di memorie

orto non era, ma reliquiario.

Il frullo che tu senti non è un volo,

ma il commuoversi dell’eterno grembo;

vedi che si trasforma questo lembo

di terra solitario in un crogiuolo.

Un rovello è di qua dall’erto muro.

Se procedi t’imbatti

tu forse nel fantasma che ti salva:

si compongono qui le storie, gli atti

scancellati pel giuoco del futuro.

Cerca una maglia rotta nella rete

che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!

Va, per te l’ho pregato, – ora la sete

mi sarà lieve, meno acre la ruggine…”.

Cees Nooteboom, “Le volpi vengono di notte” (ed. or. 2009), pp. 150, 14,50 euro, Iperborea, 2010.

Giudizio: 5/5


3.09.2010 Commenta Feed Stampa