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I corpi neri di Shannon Burke

di Enzo Baranelli

shannonburkeLa scrittura di Burke procede inserendo i frammenti in ordine cronologico in una struttura paratattica. Non si avverte nessun ricorso al ricordo, anche quando questo affiora. Come per il paramedico la vita, anche Burke sembra affrontare la scrittura alla giornata. Ollie Cross, laureato, ma non ammesso alla scuola di specializzazione in medicina, decide, nell’attesa di tentare un nuovo test, di percorrere le strade di New York come paramedico. E’ assegnato alla stazione di Harlem, e siamo nei primi anni novanta. Il titolo originale dell’opera “Black Flies” trae origine dalla descrizione della morte più desolante, in un appartamento deserto, tra liquidi vari, tessuti necrotici preda dei vermi e piccole mosche nere che si alzano in volo.

Purtroppo per Cross non sarà questa la cosa peggiore in cui si imbatterà. La caduta nell’apatia più completa è molto vicina, appena oltre una linea evidente, tanto come quella che separa la banchina della metropolitana in zona di attesa e zona vietata durante il transito dei treni. I paramedici vivono in una zona vietata.

Burke ha collaborato alla sceneggiatura di “Syriana”, l’unico film che diventa meno comprensibile a una seconda visione (ottima pellicola, senza scherzi), e anche questo suo romanzo viaggia verso il cinema, accompagnato dal regista di “The Wrestler”, uno dei migliori film del 2008.

I corpi neri” inaugura la collana Special Books della Isbn. Aprono alla grande con un autore che non si spaventa. Shannon Burke non tentenna di fronte al lettore: un colpo alla testa e uno al cuore, e per i più deboli, anche uno allo stomaco, tanto per gradire. Una galleria di personaggi memorabile, come il collega del protagonista, Rutkovsky, capiamo molto, quando lo vediamo in uno stato di totale eccitazione dopo un intervento riuscito, e osserviamo quanto rapidamente questa emozione evapori, ingrigita, tra le urla, gli insulti, o il semplice sdegno. “Mentre si accendeva una sigaretta, notai che gli tremavano le mani”. Solo particolari, dialoghi, il colore di un livido, il suono strozzato di un respiro, all’apparenza poco, ma nella somma delle parti anche troppo.

Shannon Burke, “I corpi neri”, (ed. or. 2008), pp. 234, 12 euro, Isbn, 2010.

Giudizio: 5/5


28.07.2010 Commenta Feed Stampa