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Punto Omega di Don DeLillo

di Enzo Baranelli

Come sempre la lettura di Don DeLillo impone la sua reiterazione, un’immersione nel linguaggio fatto di lunghe apnee tra le parole. A volte la scrittura arriva, come già ne “I Nomi”, tanto vicina al senso assoluto delle cose, che lo scrittore deve scoprire le sue carte: si vedano le pagine sull’etimo “rendition”. E’ non-fiction, DeLillo non scrive più narrativa, è un calco della realtà, però solo di un punto astratto della realtà (che di per sé è un’affermazione che si contraddice). Einaudi, 2010. Giudizio: 4/5


18.06.2010 Feed Stampa