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La battuta perfetta di Carlo D’Amicis

di Enzo Baranelli

d'amicisPi le storie sono comiche, pi la tragedia, quando subentra, fagocita ogni cosa.

Diviso in due parti, il romanzo di Carlo DAmicis un lungo dialogo fra tre generazioni, tenute insieme dallanello centrale, Canio, u diavelucchie. Inizialmente troviamo Canio Spinato rivolgersi al padre, Filippo, solerte, quanto pedante funzionario Rai, assunto allepoca della televisione educativa, delle lezioni per alfabetizzare gli Italiani: abbiamo linfanzia a Matera, le bravate nella scuola e, sopra ogni cosa, il desiderio di far ridere gli altri per piacere, per scavalcare le barriere imposte dal corpo (e la metafora trover la sua forma speculare nella televisione commerciale, diffusa attraverso le frequenze, che un legge voleva offuscare, e vissuta come pura emanazione dell’uomo-azienda, Silvio Berlusconi).

Nella seconda parte, Canio parla a suo figlio, chiamato, ovviamente, Silvio. Un figlio ribelle, come lo era stato lui, ma in modo diverso, infatti rigettando tutto, Silvio si spinge verso il pensiero di estrema destra, per collocarsi fuori dal mondo di padre e nonno, in un universo che non esiste. E Canio parla, senza mai fermarsi, incalzando il lettore, e continua, anche alla corte di Arcore, nel ricercare la risata, la battuta, cadendo in una sorta di tacita complicit con Berlusconi. DAmicis spinge la narrazione in situazioni impensabili, tra locali notturni, avventure sessuali in cambio di unapparizione in TV e, infine, davanti a un giudice che era stata il primo amore di Canio, quando ancora era u diavelucchie, nella profondit di Matera, quasi un mondo altro, separato, come linfanzia, da tutto il resto della vita.

I nostri padri non sono in cielo. Se sono in terra, subito la terra si fa fango. Eppure continuiamo a cercarli, come se non potessimo smettere di sentirci figli.

La battuta perfetta il racconto dellItalia dagli anni 60 a oggi, vissuto attraverso la storia della TV pubblica e privata. DAmicis usa una lingua ricca, capace di sottili equilibrismi (Silvio che porta Canio a guardare, da dietro una siepe, Veronica), in grado di restituire realt e sostanza ad eventi che paiono ormai lontani. Eppure il lettore lascia il libro con una sensazione di vicinanza, quasi che un comune denominatore persistesse sotto ogni vita, comea volertenere insieme questo paese allo sfascio.

Carlo DAmicis, La battuta perfetta, pp. 363, 15 euro, Minimum Fax, 2010.

Giudizio: 4/5


2.06.2010 Commenta Feed Stampa