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Sotto la superficie della normalit

di tamas

Il terapeuta che mi ha in cura, dottor Sandro Camogli, pensa che mi farebbe bene scrivere i miei pensieri.

Io ho un sacco di pensieri, sapete? Comincio a pensare la mattina appena sveglio, continuo mentre scaldo il latte per la colazione, e non finisco pi. Di solito penso che sto avendo una lunga conversazione con qualche personaggio storico o con l’allenatore del Norimberga, e in entrambi i casi la mia gentile competenza aiuta i miei interlocutori a salvare la giornata (ad esempio, tiene lontani i bizantini dalla trappola di Myriokefalon o insegna al buon coach come si aggira la difesa dell’Augsburg, che un po’ debole sui cross dal fondo). Esco per strada, cammino, e ancora penso e parlo, anche se di solito a voce bassa o senza parole: sono impegnato in un serrato dialogo con Giorgio Brankovi?, despota di Serbia, e lo convinco a far passare il suo omonimo Castriota nell’interesse della Cristianit e della libert del continente. Se la manovra dialettica non riesce, mi catapulto a Varna e impedisco all’impetuoso re Ladislao di gettarsi troppo addentro nella mischia. La gente che mi osserva gesticolare ridacchia e si d di gomito; io salvo l’Europa e loro ridono di me. Quello che per essi non sanno che, su consiglio del mio consigliere mentale, un panda irascibile vestito di nulla, mi sono seduto alla scrivania e ho progettato una bomba che li uccider tutti; ma non ho competenze tecniche di nessun genere, per cui sui fogli a quadretti restano numeri a caso e disegni fatti male. Mi viene da piangere, guardando quella bomba che non pu scoppiare.

Dovrei forse cercarmi un lavoro e smettere di pensare tanto. D’altra parte, nella situazione in cui versa l’Occidente, mettere il mio personale interesse davanti a tutto mi parrebbe meschino ed egoista. Se fossi gi riuscito ad espellere i turchi dai Balcani e a riportare il Norwich City nella massima serie, allora potrei sfogliare gli annunci. Ma cos, non posso davvero. Giro per la citt e provo pena per quelle ragazze che portano scarpe basse o bassissime, dall’apparenza pi leggera di una brezza primaverile, sulla sporcizia delle nostre strade. Mangiano qualcosa, e non vedono la propria sporcizia. Io faccio boccacce e versi di disgusto, e loro mi fissano con astiosa sorpresa. La gente, a volergli bene, non ti d nessuna soddisfazione e anzi ti punge con la propria ingratitudine.

Se Brankovi? quel giorno avesse fatto passare i prodi albanesi di Castriota, allora credo che oggi lavorerei in un ufficio pulito e ordinato, porterei la cravatta e la sera, a casa, sorriderei alla mia cena. La notte passerebbe senza pensieri, il giorno pure, e io sarei sereno.

Sostiene il mio medico, dottor Cosimo Bisonte, che il mio Asperger va peggiorando.


14.05.2010 Commenta Feed Stampa