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Assalto a un tempo devastato e vile. Versione 3.0 di Giuseppe Genna

di Enzo Baranelli

Linizio vibratile, che scuote le vele di immagini. Svanisce tutto nella presenza.

assalto_coverUn libro che si autodefinisce come incompiuto. Primo e ultimo. Genna, dopo Italia De Profundis, si addentra nella sua opera fondamentale e fondante, per la sua scrittura e per la sua persona. Racconto, memoria, citazione, sbavatura barocca sopra il germe di una filosofia ansiogena (Viviamo lEpoca del Trauma): Assalto un testo ricco di sfumature, di odori rancidi, di profumi speziati, di sudore e morchia, dissertazione sul lavoro che mi consuma e mi riduce schiavo ogni giorno, ogni ora, legato a una rete che analizza i bisogni. Come disse Baudrillard: Il consumatore un lavoratore che non sa di lavorare.

Genna, dopo dieci anni dalla prima pubblicazione, arricchisce il testo con inserti e citazioni. Foster Wallace: E poi arriva il disagio pi acuto, quando lentamente ci rendiamo conto che in realt i genitori non torneranno pi e che noi dovremo essere i genitori.

Lera del Trauma lepoca delle storie e le storie sono vuote. Rimandando a Burroughs, Genna afferma che la fantascienza sar la sua ultima allusione.

Un capitolo analizza il 68. Smonta il movimento usando Lukcs che riassume latteggiamento di questa lite, illegittimamente uscita dal 68 e attualmente irradiante disvalori dalle plance tecnocratiche che si contenta di gremire. E ricordo A. S. e sua moglie e i loro amici (tecnocrati dalto rango del CNR o di istituti pubblici o privati) lettori di Mao, le peggiori persone mai incontrate nella mia vita, ora lo comprendo. Genna inserisce poche righe di speranza: lesplosione sempre possibile.

E dopo i falsi padri, il lettore pu trovare la morte, narrata gi in Italia De Profundis, del padre vero. Un suo quaderno. Le sue poche parole. Un amore che lautore non pu comprendere.

Noi abbiamo questo libro: racconti, ricordi, descrizioni, visioni, allucinazioni, poesia, prosa e abbaglianti filamenti di presente scritti molti anni fa, con pi precisione di quanta se ne potesse desiderare. Linizio mi accompagna e cresce e diventa fine, una dorsale che sviluppa la cartilagine del disagio e dellinoltramento.

E la citt strinata di nebbia e zolfo, periferia culla dellesplosione, che Genna indaga. A volte sono solo miccette da niente. Una volta mi vidi a specchio in una vetrina e inorridii, poi vidi il vetro.

End Zone di Don DeLillo ampiamente citato, prelude al finale del libro stesso, che per si detto, non finisce. I Nomi, Il Cratilo, Vineland: DeLillo, ancora, Platone, Pynchon. Non esiste terapia allumano o per lumano, se non la sua estinzione e subito aggiunge: Questo sogno terapeutico.

Ogni genere (letterario, psichico, morale, fisico) stato stuprato, affinch si aprisse lo spazio senza genere: uno spazio generico, una End Zone. E tale il luogo in cui il desiderio, finalmente realizzato, o lesperienza finalmente compiuta, vengono trascesi, in modo da essere visti quali sono: desiderio ed esperienza.

Arretro di fronte a questo groviglio di parole colmo di esche, inneschi e fughe. Aprile del 2010 / ascoltando Four Tet, There Is Love In You.

Giuseppe Genna, Assalto a un tempo devastato e vile. Versione 3.0, pp. 325, 15 euro, Minimum Fax, 2010.

Giudizio: 5/5.


23.04.2010 Commenta Feed Stampa