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Sulla donna, sulla democrazia: l’opinione di un pensatore ottocentesco

di tamas

Il ben noto Fieberlicht fu invitato una volta a tenere una conferenza sul sesso femminile e in particolare sulla possibilità, adombrata da taluni, auspicata da altri, che anche alle donne sia concesso il diritto di voto. La grande sala, messa a disposizione da un circolo progressista di Osnabrück, tacque d’istante il suo brusio inconsulto (somma di tanti sussurri certamente più sensati, se considerati singolarmente) non appena lo studioso alzò il braccio destro con gesto non privo di grazia; l’altro braccio sorreggeva e accarezzava la rada barba rossiccia.
“Signori”, esordì Fieberlicht, “è dannoso in sé ed ingiustificabile che a qualcuno, dall’alto della propria incompetenza, sia concesso di influenzare e quasi determinare la formazione di un governo e la condotta della politica di uno stato moderno, come se si avesse a che fare con un villaggio dell’Africa profonda governato da una bulè di anziani vestiti di pelli (tanto più rispettabili, questi ultimi, in quanto certo consci ed esperti delle problematiche effettive della comunità che è loro affidata e del modo di affrontarle; ma che abbia un benché minimo senso e una giustificazione possibile il fatto che al tale che vende salsicce in Piazza del Mercato nei giorni di festa venga richiesto di giudicare l’operato del Ministro del Tesoro, di questo, per dio, non mi si potrà mai persuadere); se d’altra parte abbiamo permesso che di questo abominio si insignissero gli uomini, solo perché più alti e forti e pelosi delle loro consorti e colleghe di stirpe, non si vede a che diritto dovremmo escluderne le donne. Dirò di più, signori: solo alle donne si dovrebbe dare il permesso di recarsi alle urne, proprio in quanto tenute storicamente nell’infelice posizione di dover essere più prudenti, timorose, consapevoli delle conseguenze dei propri gesti” (proteste, risate e grida in sala).
“Signori!”, riprese con energia e con voce ferma il filosofo, “‘l’oppressione della donna è la sua superiorità! Il maschio gioca col suo voto come i bambini coi soldatini smaltati; allo stesso modo si comporta il primo ministro, ebete prescelto da milioni di ebeti, sommo ebete che basa la sua politica sulle suggestioni di chi non ha certo un’educazione politica, né si interessa di costruirsela prima di recarsi a votare  La donna non conosce questa presunzione, ed è più probabile che la paura, se non proprio una genuina intelligenza politica (che non mi sembra appartenere né all’uno né all’altro dei nostri generi in quanto tali, e che comunque non si coltiva affettando carote com’è invece richiesto alle nostre spose) le spinga alla ragionevolezza. Che votino solo le donne, dunque! e che lo facciano continuando ad affettare carote, soprattutto! Non date loro questa magnifica vuotaggine odierna, in cui il dilettantismo si afferma come unica ragion d’essere della società, e quanto più si è dilettanti improvvisati, tanto più si brilla in questo patetico firmamento. (veri e propri tumulti scoppiano sotto il palco. Lo stesso Fieberlicht colpisce un giovane che si era avvicinato al suo podio cercando di interromperne lo sfoggio di eloquenza).
“…La parola educazione è troppo rispettabile perché la si avvicini alle forme moderne di indottrinamento, che non meritano neanche poi questo ultimo termine, perché oggi più che l’ingestione di una dottrina, per quanto impropria od interessata, si vede infatti un vero e proprio allevamento di polli, di cui la democrazia è la più compiuta e definitiva metafora ed il miglior riassunto…” (a questo punto la conferenza viene duramente contestata, non senza impiego dialettico di seggiole brandite a due mani, e rinviata a data da destinarsi. Per i successivi tre anni Fieberlicht è bandito dall’intera Bassa Sassonia).


20.04.2010 1 Commento Feed Stampa