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Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino. Versione 2.0.

di Enzo Baranelli

sorrentino

Solo una cosa sopporto. La sfumatura.

Uomini nati postumi sono sempre esistiti G. Genna.

Me lo trovo di fronte allimprovviso, perch nella libreria di Firenze ad altezza duomo; mi evita di chinarmi, potrebbe avermi salvato dal colpo della strega.

E lo porto in treno e poi sulla poltrona, scrivania, tappeto, letto, parco, cabina del telefono perch questa va raccontata e la batteria del cellulare andata.

Questo di Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione, il libro italiano che aspettavo di leggere da tempo, credo dal 1989, quando finii un romanzo di Calvino. Questa giungla di parole non pu avere paragoni. Solo un capolavoro regge tanta tensione.

Raccontando la vita di Tony Pagoda, cantante napoletano, Sorrentino salta dallilarit alla malinconia pi nera; non si pu sfuggire a tanta potente bellezza. Nel 1979 Tony P. si esibisce al Radio City, tra il pubblico anche Sinatra, poi il romanzo srotola una cronologia che insegue la fantasia sfrenata di Sorrentino. Riesce a polverizzare macigni e incide una nuova strada nella Letteratura. Pi di un semplice segno. Hanno tutti ragione il romanzo italiano che segna il prima e il dopo.

E un libro denso, si avanza come in una foresta tropicale. Tony Pagoda istrione, traditore, eccessivo, ma anche lucido, osservatore, acuto, brillante. Sorrentino attraverso un personaggio di pura follia crea un romanzo inaspettato, che entra a forza nella vita del lettore. Perch Tony quello capace di dire: Sono io che proietto speranze e specchi deformati nel primo passante di turno che non affoga ancora in tinozze di disagio come me. Ma poi finalmente, alle sei e un quarto, qualcosa da fare la trovo. Vado dal mio maestro, quello che mi ha spiegato tutto, la A, la B e la C. Ma dalla D me la sono vista io, si capisce. O anche: La domenica pomeriggio, il tempo si dilata, diventa una guerra invincibile. Il tempo della domenica pomeriggio non batte alla stessa velocit del tuo tempo. Dunque tutto si fa triste torpore. Tutto baratro di nulla. Lovatta invisibile cala negli appartamenti. Le orecchie si separano dal mondo. I tossici danno i numeri. In molti valutano attentamente lipotesi del suicidio. Gite e bagni a mare non corroborano, perch aleggiano unintercapedine di depressione: il momento in cui dovrai metterti in macchina e tornare indietro. In autostrada, poi, lunico che ti capisce il lavorante del pedaggio. Ti ci specchi. Ma questo non aiuta, solo impedisce la prospettiva. E ancora e ancora in una riscrittura in prosa di Cose che fanno la domenica di Corrado Govoni, ma meglio, molto meglio.

Il regista de Il divo, uno dei migliori film degli ultimi anni, lustri, decadi, quello che volete, scrive un romanzo straordinario. Fa paura, sto tizio. Paolo Sorrentino.

Per dire che una persona arrossisce, non tira fuori una frase minimale, ma neppure un manierismo barocco, sembra che improvvisi, istrione: Al Pesante gli convergono sacche di 0Rh positivo nella testa, che ? Una trasfusione senza ospedale? Si fa rosso in volto come un abito da gran sera.

Tutto il romanzo colmo di brillante linguaggio, folto bosco di invenzioni che sono quasi sempre geniali, e quasi sempre sono in grado di illuminare un mattino. E non poco.

E si continua fino al ritorno. Con una pausa a Manaus dove le pagine sugli scarafaggi (che giustificano la copertina) sono, da sole, capolavori che lasciano senza parole. Unaneddotica nascosta ovunque, nutrita dalla pura arte del narrare. Gli scarafaggi di Manaus ti tollerano. Non viceversa. Come pure la descrizione di una rissa epocale: Tony P. iperbolico, senza iperboli. La riunione con gli amici. Ventanni di assenza. E poi Roma. Salotti con capolavori darte o cafonate di tutte le risme. Camerieri nauseati. Il potere (Ti pare che in profondit, se uno sa il fatto suo, si butta in politica? Ma per favore. E come dire: oggi sono felice e poi, un attimo dopo, ti butti dal sesto piano). La totale devastazione della vecchiaia. Everyman condensato in due pagine o forse quattro. Tutto era stato troppo. O troppo poco. Ma questo non ce lo dir nessuno.

Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione, pp. 319, 18 euro, Feltrinelli, 2010.

Giudizio: 5/5.


8.04.2010 2 Commenti Feed Stampa