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L’eroe alternativo di Tim Thornton

di Enzo Baranelli

thorntonIm loser baby, so why dont you kill me?

Diciamo la verit. Thornton non scrive certo un capolavoro, per si muove benissimo tra la musica indie anni 90. In parte racconta il mio incontro, tardivo, con quellampia sezione di musica chiamata alternative. Da quando vidi quella scritta, e ascoltai i primi brani, fu tutto un delirio di Yep Records, Rough Trade, perfino New Rose (ho il cofanetto, magari un giorno lascolto). E il tormentone continua fino ad oggi quando mi esalto per The xx, e brontolo se li considerano come robetta.

Tim Thornton racconta la storia di Clive Beresford, un trentenne, un perfetto loser, che vuole fare luce sulla scomparsa della sua band preferita (questa inventata: non sono mai esistiti The Thieving Magpies. Per ora). Clive ancorato a unadolescenza bruciata sugli scivolosi campi di Glastonbury, Reading e altri festival, vive unesperienza che sembra possa riscattare unesistenza votata alla musica alternative e alla sua fine.thornton2

Im loser baby, so why dont you kill me?: Leroe alternativo insieme unammissione di colpa e di orgoglio. Una sorta di I was there!.

E un libro divertente, dove lautore mescola euforia, entusiasmo, passioni adolescenziali e malinconia, senza dimenticare lironia necessaria a innalzare il romanzo ben oltre il livello di un nostalgico lamento. Amo la musica indie, alternative o come la si voglia chiamare: Iron & Wine, Grant-Lee Phillips, Minus 5, Modest House, Arcade Fire, Andrew Bird, Stereolab, Architecture in Helsinki (ma esistono ancora?): la bellezza, e lintelligenza, sono spesso dove le persone, per la maggior parte, non guardano, per abitudine o, pi banalmente, per stupidit.

Tim Thornton, Leroe alternativo (ed. or. 2009), pp. 366, 19,50 euro, ISBN, 2009.

Giudizio: 4/5.


14.01.2010 1 Commento Feed Stampa