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Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) di Nicola Lagioia ovvero portami il girasole impazzito di luce. E un caff macchiato, grazie.

di Enzo Baranelli

lagioia nuova_BE un libro da consultazione. Certo prima bisogna leggerlo almeno una volta. Per poi sta bene l sul comodino, vicino a Orientarsi con le stelle di Carver. Ehi, leditore lo stesso. Strano? Non tanto.

E un livre de chevet, certo, che si pu comodamente tenere vicino alla scatoletta con due tipi diversi di benzodiazepine e una imidazopiridina, niente di illegale, magari anche del salbutamolo per riempirsi i polmoni di aria grigia. Questo romanzo – o non romanzo – libro – oggetto, mettiamoci pure a cavillare, a volte (anzi spesso), si apre in vortici di luce: [] diventa chiaro che per sfuggire a ricadute disastrose necessaria una partenza. Tra Lazio e Umbria le stagioni, si soffermano su una muta, radiosa declinazione di morte. Si aprono alla vista campi di girasole di una bellezza devastante. Enormi distese di oro e di verde salgono al vertice della propria intensit al solo scopo di crollare tanto pi rovinosamente nel cuore piatto dellinverno. Partii che potevano essere le cinque del mattino. Ci fu questalba in autostrada. Questa luce su cose morenti. Queste ali spiegate di corvi che annunciano il giorno.

In fondo il libro di Nicola Lagioia, che si legge comodamente in novanta minuti, senza supplementari e saltando lintervallo (a meno che non siate incontinenti), il libro una serie di finte partenze per afferrare quella giusta. Una serie di scatti brucianti da centometrista. Ancora e ancora. E non ne avrete mai abbastanza.

Mescolare ricordi, citazioni, storie immaginarie, i clich, la vita, la dama cinese, la cucina, che nei romanzi quasi sempre luogo di accumulo di piatti sporchi, la letteratura (ovvio c “Guerra e pace“), la filosofia, Love & Death, ma senza nominarlo, e ancora la droga, laccio emostatico compreso (ora costa un euro), il nembutal, che, invece, praticamente non si vende pi, e spararsi tutta questa tirata di parole, rimangiando ogni cosa di s stessi, ogni sbaglio, sconfitta o vittoria, tutto, come in una partita di dama cinese, appunto: questo il romanzo, in parte. Perch la danza di sottrazioni che affascina Lagioia e il lettore (o alcuni lettori); questa gara ad eliminazione, anno dopo anno, in corsa verso il nulla e in mezzo In mezzo quello che vi pare.

Mi avete realmente creduto?.

Pi o meno cos che vedo questo romanzo.

Disclaimer: ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti (anche a Lagioia ecc.) puramente casuale. Si ringrazia Alessandro G. per il supporto tecnico. La lunghezza della recensione proporzionale a quella del libro e al fatto che voglio prendere il t guardando una puntata de I pinguini di Madagascar.

Nicola Lagioia, Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi), (2002), pp. 114, 11 euro, Minimum Fax, 2009.

Giudizio: 4/5.


12.01.2010 Commenta Feed Stampa