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Dimagrisci con il medium

di Ludovica Anselmo

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Il giorno del matrimonio ero grassa come un menù del McDonald; tutte le spose dimagriscono io avevo conformato la mia taglia a quella relazione oleosa dove tutto era comodo e scivolava via senza doverci stare a pensare.
Tuttavia, secondo la psicologia della suocera ricca, avevo cominciato troppo presto a lasciarmi andare: qualcosa non andava. Me lo aveva detto abbracciandomi. Così qualche mese prima del gran giorno aveva invitato a casa Damiano, il suo amico speciale. Quando dico speciale intendo dire medium, considerando che la suocera aveva già accantonato da anni l’opzione di ogni attività sessuale anche extraconiugale, essendosi lei sì, lasciata andare al momento giusto, dopo due figli e una piscina riscaldata in giardino.
Damiano aveva la faccia da pretino, quello innocuo che regala santini alla fiera, per cui quando aveva detto per piacere lasciateci soli, io non mi ero opposta. Avevo trovato la cosa naturale, considerate vi prego l’oleosità della mia capacità di giudizio all’epoca.
“Chiudi gli occhi ora”.
Dopo qualche minuto in silenzio se n’era uscito fuori che dentro di me c’era l’anima di un morto che doveva essere scacciata via.
“Fattelo togliere!” aveva urlato dalla stanza di fianco la suocera in apprensione.
Insomma mi ero ritrovata a subire un esorcismo in piena regola. Damiano, alla faccia del pretino di campagna, aveva messo su una faccia da stregone e sussurrava cose incomprensibili all’orecchio ma non parlava con me, parlava con lo spirito del morto. Io avevo cominciato a sudare freddo, figuriamoci, son cose che già ti fanno impressione a vederle in televisione su Voyager.
“Che cosa vedi?”.
Mi aveva messo davanti una fotografia. Ed io, a quel punto avevo il cervello annacquato nel grasso della superstizione, avevo risposto “Satana, occristo vedo Satana!”, proprio così, ed avevo cacciato un urlo. “Bene, sei libera ora”.
Quindi Damiano aveva ripreso le sembianze da pretino e se n’era andato via.
“Figliola mia, vuoi che ti faccio una spremuta d’arance?” mi aveva chiesto la suocera stringendomi con una mano e facendosi il segno della croce con l’altra. Che a quanto pare, cacciare uno spirito toglie parecchie forze.
Mettiamola così: se la psicanalisi offrisse un po’ più di suggestione saremmo tutti seduti sui lettini di pelle invece che starcene al telefono con Madame Emiliana. Perché non c’è intelligenza a cui non faccia piacere ricevere un gadget ogni tanto. E poi, va bene, considerate che in quel periodo ero ingrassata di brutto, e il colesterolo quando si deposita nelle sinapsi non aiuta il senso critico.


11.01.2010 Commenta Feed Stampa