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So fare anche i rombi, ma questa un’altra storia

di Micol

300px-Cruella_de_vilInizio col dire una cosa ovvia: le motivazioni dei fumatori non sono mai plausibili. Noi abbiamo un’oralit su cui Wilhelm Reich avrebbe molto da dire; noi spendiamo nella nostra vita di fumatori una somma davvero considerevole di denaro (io, per esempio, circa 800 euro all’anno. Sapevo che non avrei dovuto fare questa moltiplicazione, lo sapevo); noi ci incatramiamo i polmoni e quindi, fumatori compiete i vostri riti apotropaici, rischiamo un miliardo di malattie schifose e bastarde; noi abbiamo la voce gutturale che probabilmente somiglier con il passare degli anni sempre pi a quella di Maria De Filippi; noi avremo una brutta pelle (io, al momento, no).
Insomma: sono cazzi nostri, nessuno ci obbliga a farci del male, ecco.
Ora quelli che non fumano diranno: com’ possibile che davanti a granitiche e ragionevoli motivazioni una persona fumi?
La risposta banale: a me piace. Tanto basta. Peraltro non faccio male a nessuno oltre che a me: non fumo dove non dovrei e con chi non apprezza i miei cerchi tipo Brucaliffo di Alice. So fare anche i rombi, ma questa un’altra storia.
Ci sono dei momenti, poi, in cui il fumo, oltre che darti un piacere inebriante, ti rende umanamente migliore. Di pi: tutela l’umanit tutta dalla tua versione di Un giorno di ordinaria follia.
Per esempio quando sei nervoso, quando vorresti prendere a botte qualcuno, quando i rumori ti infastidiscono, quando ti si fanno gestacci, si stanno formando delle piaghe da decubito sul tuo sedere e quando anche parlare al telefono, ascoltare Radio24, mangiare morositas, schiacciarti i punti neri (corrispettivo maschile: suonare il clacson), truccarti (corrispettivo maschile: metterti le dita nel naso) e strapparti le doppie punte (corrispettivo maschile: qualcosa di sessuale) non serve a nulla perch sei fermo in tangenziale Est da 2 ore. Cio quando guidi.
Quando guidi la sigaretta ti riconcilia col mondo. Il mondo ti ama. Sei nella tua nuvola di fumo e nessuno ti pu far del male, l’abitacolo una sacca amniotica e quel piccolo cilindro che tieni tra le mani e in bocca quanto di meglio esista sulla terra. A tal proposito non a caso Freud e blablabla. Quando fumi non esistono pi malattie e genocidi e tutto il mondo migliore.
Il punto che tra le decisioni illuminate e lungimiranti che il parlamento sta prendendo in questi giorni c’ anche che non potr pi fumare in macchina.
Perch mi distraggo.
Come se non mi distraessero quei cartelli luminosi di stacippa che dicono cose tipo ‘hai cambiato le gomme?’ lo sai che devi cambiarle?’ peggio: ‘sai come si cambiano?’, ‘sei ubriaco? prima di vomitare, fai guidare quello accanto a te’ o anche ‘ci sono dei maschi seminudi che lavorano sull’asfalto’.
Ma persino: ‘auto contromano per la strada’.
Quindi io mi distrarrei fumando. Per esempio mentre avvicino la sigaretta al posacenere. O uso il mio pollice opponibile per fare scattare l’accendino. E se per caso non volesse il cielo l’accendino non funzionasse? Ecco che mi distraggo cercandolo. Certo. Perch un fumatore si distrae facendo gesti che ripete 3.600 volte in un anno. Ma io manco faccio 3.600 passi a piedi, in un anno! E non che arriva una legge per cui non posso camminare per casa casomai, distratta dal camminare, inciampo e sbatto la testa contro lo stipite e muoio.
Ma cosa dovrei fare? Un’assicurazione sulla mia vita mentre sono in auto e fumo?
Secondo il parlamento mi distraggo fumando.
In un certo senso s: mi distraggo dall’idea di uccidere tutti quelli intorno a me.
A me sembra una cosa buona e giusta, distrarsi da questi propositi fumando un’appetibilissima sigaretta.


2.12.2009 3 Commenti Feed Stampa