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E’ stata cosa da poco la giovinezza

di Ludovica Anselmo

andreagalvani

Anni: quarantadue oggi.
Tutti mi chiamano, mi dicono auguri Adriana! Ristorante giapponese allora stasera?
Ma non so, rispondo io.
Nella mia et di mezzo, cosa vengo a fare.
Che senso ha uscire adesso che la mia pelle un laghetto ghiacciato e teso dallacido ialuronico?
Sono ancora bella?
Quanti uomini ho beffato col mio piglio da ninfetta.
Mi sembrava di esser scivolata sulla mia et, avevo questa serie nevrotica di fidanzati giovani; una matassa daffetti fatta di ragazzini senza peli e troppo melensi, di ex fidanzati rigidi, di piscina e discoteca, magrezza e minigonne.
Percorrevo le giornate sulla superficie levigata di una giovent tardiva probabilmente ma comunque bene accetta, scoppiata allimprovviso sopra la pelle e generatrice di una corsa degli eventi elementare e spensierata.
E sempre mi lagnavo che ero stanca che avevo bisogno di riposo, volevo stare lontana per un po dalle scene, imbruttirmi, restare con i miei cinque chili di troppo, essere depressa e quarantenne.
Poi stamattina mi son vista il culo allo specchio.
Un culo di merda.
No.
Non sono bella.
Riposo un cazzo -mi son detta infilando una siringa di botulino sulla chiappa- che ci facevo dentro casa quando non avevo ancora la pelle ispessita dallesposizione solare prolungata?

E stata una cosa da poco la giovinezza.


20.11.2009 1 Commento Feed Stampa