Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Letture > L’unica verit. Sportswriter di Richard Ford. (I)

L’unica verit. Sportswriter di Richard Ford. (I)

di Enzo Baranelli

sportswriterIo vivo nella speranza che si manifesti una grande sorpresa in quello che pur sempre un contesto favorevole: il cameratismo tra colleghi, lamicizia, lamore, la passione. Solo che, quando i fatti sono chiari e definiti, non riesco a sopportarlo e fuggo via pi in fretta che posso []. E esattamente come quando si era giovani e si pregustavano le vacanze in famiglia, e poi a viaggio finito ci si ritrovava faccia a faccia con gli involucri dei propri sogni e con la paura che la vita sarebbe stata nel complesso proprio cos, gli involucri vuoti dei tuoi sogni sparsi intorno a te. Suppongo che avr sempre paura che qualsiasi cosa sia, sia cos.

La struttura narrativa semplice. Lanniversario della morte del primo figlio. Un viaggio a Detroit con una giovane infermiera anche lei divorziata. Il giorno di Pasqua. Per qui non risorge nessuno. Anzi. E a concludere il tutto un epilogo situato a mesi e chilometri di distanza. Un esile, ma fondamentale frammento della lente attraverso cui Richard Ford racconta lunica verit che non pu essere una menzogna, la vita stessa: la cosa che accade.
Sportswriter una lunga narrazione in prima persona della vita di Frank Bascombe, un giornalista sportivo di trentotto anni. Nel presente del racconto si inseriscono, senza soluzione di continuit, lunghi passaggi dove i ricordi sono rivissuti attraverso lo sguardo dellesperienza. Siamo definiti pi dalle nostre sconfitte, che dalle vittorie. Ford racconta semplicemente di Frank e coinvolge il lettore in una vita suscitando un piacere che ha una disperata sfumatura di desiderio.
La scrittura avvolge il lettore. Le parole assumono una consistenza densa. Gli eventi narrati sono momenti del quotidiano e solo attraverso gli occhi del lettore acquistano un nuovo significato.
Parlando della sua breve esperienza come insegnante Frank si lancia in un attacco contro le epifanie joyciane; Ford non insegue le epifanie, perch non ne ha bisogno. E avvicinandosi alla vita nella sua continua sottrazione e aggiunta di eventi, nella sua algebra delirante dove il risultato sempre inaspettato, che Ford riesce a raccontare Frank Bascombe. Alcuni potrebbero annoiarsi, forse. Probabilmente sono le stesse persone che arrivano a definire noioso Underworld di DeLillo. Non voglio paragonare le due opere. Troppo diverse. E una questione di ritmo e di stile. Simili la consistenza delle parole e lemozione di alcune scene, come quella vicino al Ground Zero Burg (il libro del 1986) dove Frank parla con una ragazza sconosciuta: Le sue speranze di una buona giornata, suppongo, sono le stesse che ho io. Siamo tutti e due fuori al vento, in attesa, disponibili a un miglioramento. E io spero che un po di fortuna attraversi la strada di tutti e due. La vita non sempre in salita. Romanzi come Sportswriter lasciano il lettore con un senso di libert, speranza e unaspettativa rinnovata verso tutto quanto. Un atteggiamento che contiene il germe della delusione e che insieme quanto di pi vicino alla felicit si possa sperimentare. Almeno attraverso la letteratura.

Richard Ford, “Sportswriter“, (ed. or. 1986), pp- 380, 10 euro, Feltrinelli, 1992. Economica 2004.

Giudizio: 5/5


5.10.2009 1 Commento Feed Stampa