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Confessioni di un drogato della politica

di Blicero

Ralph Steadman

Se qualcuno avesse intenzione di comprare l’ultimo libro tradotto e pubblicato in Italia di Hunter S. Thompson, “Meglio del sesso. Confessioni di un drogato della politica“, fatevi un grosso favore: non compratelo. Piuttosto fate un corso di inglese (se non lo sapete) e ordinate “Fear and Loathing on the Campaign Trail ’72” dall’Internet, oppure subissate di richieste di traduzione una casa editrice, oppure molestate telefonicamente il fidanzato indiefighetto di vostra sorella con la cover di “Creep” dei Radiohead di Vasco Rossi1.

Non è una questione di soldi. È una questione di rispetto non tanto per l’uomo, quanto per l’artista HST. Si contano sulle dita di una mano le pagine in cui si intravede uno scorcio dell’autentico inventore del gonzo journalism, per quanto eroso dal tempo, dagli eccessi, dal lento affievolirsi della sua fama e dalla degenerazione culturale della “rivoluzione” reaganiana:

Non tutti concordano con l’idea che l’assuefazione alla politica sia una colpa. Però lo è. E costoro sono assuefatti, e sono colpevoli, e mentono e imbrogliano e rubano a più non posso – come tutti i drogati. E quando gli verrà la frenesia, sacrificheranno tutto e tutti per alimentare la loro stolta e brutta abitudine – e non esiste alcuna cura. Questo è il meccanismo dell’assuefazione. Questa è la politica – specie durante le campagne presidenziali. […] La politica è come la filaria di Medina. Ti si insinua nel corpo e cresce come una cisti – fino a diventare così grossa che ti esce dalla pelle, uno schifoso verme rosso con la testa di un piccolo cobra, che addenta l’aria come se per respirare dovesse lottare.

La verità è questa. […] La filaria di Medina esiste davvero…come la politica, del resto. L’unica differenza è che del verme puoi sbarazzartene, afferrandogli la testa e avvolgendogli il corpo attorno a un bastoncino, e poi estraendolo dalla carne lentamente, come gli uccelli tirano fuori i lombrichi dalla terra.

Liberarsi di una tossicodipendenza dalla politica non è altrettanto facile. È un tipo di verme più piccolo e tende a strisciare verso l’alto, fino al cranio, dove trova nutrimento e cresce sul tessuto connettivo. All’inizio è irrilevante, poi, di solito, viene diagnosticato come un “tumore al cervello” (cosa di per sé già quasi incurabile) – e nel tempo acquisisce abbastanza forza per scavarsi una via nella parte più tenera del cervello, e a quel punto neppure i medici potranno metterci le mani.

Davvero poche, troppo poche. “Meglio del sesso (etc.)” è una raccolta molto posticcia e forzata di articoli scialbi che seguono la campagna elettorale del ’92-’93 tra George Bush padre e Bill Clinton, intervallati da una serie di fax poco o per nulla interessanti e che si chiude con l’epitaffio di Richard Nixon.

Per tutto il libro mi sono chiesto se fosse il declino dell’autore americano la causa di questa abulia creativa o se fosse la mediocrità assoluta di Clinton2 a buttare giù a calci il Dr. Hunter Thompson dall’imponente vetta che aveva scalato a forza di capolavori negli anni ’60 e ’70. La risposta è: tutti e due i motivi – e nel momento di più cupo sconforto (leggi: noia) sono arrivato a pensare che forse nemmeno il migliore HST sotto droghe pesanti sarebbe riuscito a ricavare qualcosa di buono dall’insignificante erotomane dell’Arkansas.

Dalla ripida collina di “Paura e disgusto a Las Vegas“, con il tipo giusto di occhi, si riesce ancora oggi a vedere il punto sul quale l’onda altissima e meravigliosa di un’intera generazione si è infranta ed è tornata indietro – ed in quella generazione è incluso Thompson, lo scrittore Thompson.

Per trovare la sua pura essenza e la più cristallina potenza espressiva bisogna tornare indietro fino a quegli anni, seguire il riflusso dell’acqua, abbandonarsi al suo andamento circolare e tornare a cavalcare quell’onda immensa che è destinata nuovamente a schiantarsi, questa volta definitivamente, il 22 aprile del 1994, sul cadavere di Richard Nixon – il segno finale, l’ultimo, invalicabile muro.

Nixon, l’uomo che ha fatto entrare nella politica uno dei più grandi reporter della storia del giornalismo del XX secolo e che, al contempo, ha “pugnalato al cuore il Sogno Americano”, lasciando orfani i suoi figli più degenerati, brillanti e disperatamente bisognosi di qualcosa di grandioso in cui credere per non perdersi del tutto.

Fatevi questo favore.

  1. Sappiate che Dio è esistito fino all’uscita della cover, l’ho letto sulla Bibbia. Seriamente. [torna su]
  2. Definito dallo stesso HST così: “uno sfigato privo di senso dell’umorismo e con delle pessime abitudini. […] Clinton è cattivo in un modo tale che farà uscire dalla politica tutti, tranne i peggiori”. [torna su]

25.09.2009 Commenta Feed Stampa