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Mattarello

di Rael

Mattarello
Ho lodore addosso.
No. Non odore. Questa puzza, vera e propria.
Ce lho nel naso, ce lho in bocca. Ribalto il cuscino per respirare aria pulita, ma dopo poco la mia barba riempie lalito nella mia bocca.
E allora giro ancora una volta il cuscino. Sposto le lenzuola. quasi mattino, non sono convinto di aver dormito. Ricordo solo di essere andato a letto, e di aver sentito lodore.
Niente, non va via. Lo respiro, lho addosso, sono odore.
Che odore era?
Dolce, dolcissimo. Come quando lasci una torta nel frigo per troppi giorni. Ha presente?
Pi di quel che creda. Continui.
Mi alzo dal letto, apro la finestra. Laria fresca, ma anche il freddo. Ecco, il freddo, ora sento il freddo. Sono a piedi nudi e ho il freddo del pavimento che me li gela.
Poi cosa ha fatto?
Ho chiuso la finestra e mi sono messo i calzini. Sono andato in cucina, a farmi un caff.
Il caff scende e riesce a coprire lodore. caldo. Guardo la tazza, il marrone.
E poi?
Quel colore, quella consistenza liquida mi fa decidere. Credevo fosse facile, semplice, normale. Come nei film. Allora mi alzo, e vado in soggiorno. E la spoglio. Credevo fosse pi facile. Credevo fosse meno complicato.
Lei ha mai provato a sbottonare una camicetta?
S. Continui.
Toglierla, quello il primo problema. Perch se tiro una manica, laltra saccorcia. Riesco a sfilarla dalle spalle, ma mi dimentico il polsino destro chiuso e si strappano i bottoni. Provo a sganciare il reggiseno, e mi ritrovo abbracciato, e mi viene addosso lodore. Di sudore. Eppure lho abbracciata tante volte, ma non ci avevo mai fatto caso. Rovescia la faccia verso destra e le esce dalla bocca della saliva. La lascio cadere a terra, thud! Ha fatto cos, proprio. Thud. Aggancio il reggiseno e tiro. Tiro, tiro tiro e si strappa. A fatica, ma si strappa, e i seni scendono verso le braccia. Sono blu. La catenella con il crocefisso di sua madre resta sullo sterno, fermo.
Mi ha fatto senso, quel crocefisso. Mi ha sempre dato fastidio. Era una barriera tra di noi, una terza persona. Eppure non era particolarmente religiosa. Era un ricordo, ma proprio quello mi dava fastidio, quando litigavamo lo teneva tra le dita e se lo portava alla bocca. Lo succhiava. Capisce?
S.
La bava ora sul suo collo, puzza di acido. Ma adesso che lho mossa, c un altro odore che sale da lei. Un odore umido. Un odore bagnato.
Io parlavo, mi mettevo a sbracciare, e lei succhiava quel dannato crocefisso. Potevo sentire il metallo nella mia bocca, mentre mi incazzavo. Ogni volta, anche quella, ho sentito loro riempirmi la bocca.
Metto le mani sulla cintura. La sgancio, la sfilo, vedo i buchi fatti con la forbice. Due. Era dimagrita molto, ultimamente. Inizio a sbottonare i jeans.
Io non sopporto di passare per un cretino. Tutte le volte, mi faceva passare per un cretino. Con gli amici, con la famiglia. Se dicevo una cosa, ridacchiava. Faceva le battutine. Ma cattive, eh? E una, e due, e cento. Quella sera, stavo facendo il risotto.
Vedo linizio delle mutandine e lodore diventa puzza. Mi piglia alla gola, devo spostarmi di botto. Cado allindietro, mi siedo sul pavimento, le mani mi sorreggono. Sto tremando. Io una cosa del genere non lavevo mai sentita, mai respirata. come se tutto lossigeno della stanza si fosse trasformato in un qualcosa di mai visto, mai toccato.
Il risotto va fatto in un certo modo. Si fa il soffritto, leggero. Io non metto la cipolla, ma lo scalogno. E gi l, battutine, ogni volta. Lo scalogno. Solo uno sfigato come te pu avere la fissa dello scalogno, ti scegli le verdure pi adatte anche nel nome, diceva ogni volta. Ovviamente i finocchi li ho fatti solo una volta e poi mai pi.
Vada avanti.
Stacco le dita dalle piastrelle, prendo un calzino. Tiro. Non viene. Con laltra mano pizzico il cotone sopra la caviglia, si sfila e mi mostra il piede.
Poi si mette il riso, io uso solo il parboiled. Si fa tostare. Un pugno a testa, pi uno per la pentola. Il brodo nel pentolino affianco, sfumo con il latte. Ecco, mi piace quel momento, la prima sfumata.
Le tolgo laltro calzino. Torno alla patta dei pantaloni.
Poi, si mescola qualche volta. Poco. Si aggiunge il brodo, poco per volta. Si mescola solo quando si mette il brodo. E non si tocca pi. E di nuovo, me ne ha dette dietro di ogni. Che poi si attacca alla padella. Che non sono capace. Passava davanti al gas, e guardava il riso e faceva una battuta.
Prendo un respiro forte, abbasso i jeans. Io non credevo. Io non immaginavo. Io non pensavo che fosse cos. Ero convinto che si diventasse un po bianchi, freddi. Che si diventasse rigidi in poco tempo. Nei film cos. Mi ricordo di Alessio, quando mi raccont di quando and volontario sullambulanza per la prima volta. Chiamarono per unauto che aveva messo sotto uno. Il suo caposquadra disse: Cazzo, ha mollato. Poi si parl daltro, ma ora capisco quel Cazzo, Ha Mollato. Lo sto respirando, quel Cazzo, Ha Mollato. Mi viene da piangere, sto per mettermi una mano sugli occhi ma mi fermo in tempo, perch le mie dita sono umide. Le mie dita sono sporche.
Vuole dellacqua?
No, no, grazie. Disse qualcosa, e prese il cucchiaio di legno. E mescol. Il risotto non va toccato, mi creda. Mi sono, io mi sono, non so spiegarle, ho preso
Quando in un telefilm vedete un cadavere, non credeteci. Io non ci credo pi. La morte sporca. La morte pesante, la morte puzza. Dal suo corpo viene su odore di bava, vomito, sangue, escrementi. Il suo corpo pesante, molle, osceno. Ha i capelli flosci, le mutandine incorniciano i peli, i calzini le hanno segnato i polpacci.
Parli tranquillo.
Ho preso Io Ho preso il mattarello e
Le tolgo anche le mutandine. E ora che nuda, sul pavimento, scomposta, cos oscena, cos sporca.
Ho preso il mattarello per metterlo a posto nel cassetto, che aspettavo asciugasse bene senn fa la muffa. Lavevo usato la sera prima per stendere la pasta della pizza. Lei si girata di scatto, mi finita addosso e mi caduto a terra. Lei si spostata, ha messo il piede sopra il mattarello che ha rotolato e lei caduta allindietro. Thud. Ha battuto la testa. Ha spalancato gli occhi. E non ha detto nulla. Pi nulla.
Qui c il referto dellospedale. Sfondamento della calotta cranica, regione posteriore, non ci sono segni di colluttazione. Penso che sia andata come mi ha detto. Per non ha chiamato nessuno, lambulanza. Lo ha fatto solo stamattina, e la signora era nuda.
Cos vuota, con solo il crocefisso. Non so cosa mi sia accaduto, credo sia normale fare cose senza senso quando una persona c e subito dopo rimane solo il suo corpo. Forse ho voluto dare un seguito a tutti i corpi che vediamo in tv che non sono pi persone. Forse ho voluto amarla per unultima volta, non lo so. Forse ho voluto impazzire per una volta senza che lei, pronta, mi dicesse che sono pazzo.
Vuole dellacqua?
S. Grazie.

Dalla serie Il Mattino Ha L’Oro In Bocca – Coreingrapho


22.09.2009 13 Commenti Feed Stampa