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Il Segreto della Genesi

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Ingredienti per la scrittura del Segreto della Genesi di Tom Knox: molto Dan Brown, tuttavia privato del ritmo e della capacità di creare suspense, la solita scoperta archeologica straordinaria, il Giardino dell’Eden, omicidi, un po’ di razzismo, personaggi del tutto privi di spessore, un po’ di David Icke (non proprio i rettiliani, ma quasi) e molte scene pulp.

La storia, brutta copia del Codice Da Vinci, prende spunto dalla scoperta del sito archeologico di Gobekli Tepe, nella Turchia curda. Il sito risale al Neolitico ed è il primo esempio di architettura religiosa e monumentale. E fin qui… Poi purtroppo parte il pasticcio: pseudofilosofia, pseudoscienza e violenza gratuita, un “segreto della genesi” che non rivelo per non privare del piacere della lettura (!), ma che starebbe bene in una puntata di Voyager. Alla fine, un imbarazzante pseudo trattato scientifico con il quale Knox (per bocca del suo personaggio) cerca di spiegare perché i leader del mondo sono forti, brutali e intelligenti (confronta David Icke).

Mentre l’improbabile giornalista Luttrell è sul luogo dello scavo (dove ovviamente si innamora della bellissima archeologa che poi pare che muoia ma non muore), nel Regno Unito avviene una serie di efferati delitti compiuti con riti sacrificali (e non manca la vittima in un museo). Scotland Yard brancola nel buio. La storia, malgrado molti omicidi e moltissima violenza, non prende mai. Si arriva alla fine per inerzia, per la curiosità di vedere dove vuole arrivare il pasticcione che l’ha messa insieme, e se Giacobbo potrà mai farci una trasmissione.

La risposta è: potrà.

Giudizio: 1/5


14.09.2009 Commenta Feed Stampa