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Fine di un mito (?)

di Antonio Bonventre

Che l’arena del paesello stia crollando, in fondo, mi dispiace un po’. Anche quest’anno non si staccano biglietti. Dall’esterno lo schermo non si vede, ma non deve passarsela bene.

E chissà le seggiole strettissime a prova di Cicciobastardo, chissà se han conservato il loro colore verde. E il frigorifero delle Bomboniere – il peggior rapporto quantità-prezzo della storia dei gelati – non funziona più, chissà se è ancora lì a far compagnia ai lampioni opachi. Talmente opachi che non ti accorgevi che le luci, un secondo prima, erano accese e poi spente.

Ah, e il proiettore, chissà il proiettore. Magari un piccolo Totò Nuovo Cinema Paradiso lo fa girare a vuoto. E magari fa scoppiare un incendio, sia lodato il nitrato.

Ma sì, perché, in fondo, in quel posto lì ho visto alcuni dei film più brutti, più paraculi degli ultimi tempi: Il gladiatore, Matrix Reloaded, Pearl Harbor. Ci dovevi andare in compagnia e quando il numero di colleghi-spettatori è alto, tale e quale è il rischio di vedere una vaccata.

Che l’arena del paesello stia crollando, in fondo, mi dispiace un po’. Manco per il cazzo: prendo un piccone e scendo giù.


4.08.2009 Commenta Feed Stampa