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Il primo portoghese nello spazio

di tamas

La mia citt di qui non si vede, ma non mimporta granch. Quello che mi interessa che si veda lOceano, e di quello ne ho finch ne voglio. Da bambino facevo lo stesso: andavo alla spiaggia, rivolgevo ostentatamente le spalle alla mia cittadina sonnacchiosa e mi mettevo a guardare lOceano. E lOceano era bello, bello, bello. Un giorno ho deciso che volevo partire; ma non potevo passare per la mia cittadina addormentata sulle dune, accoccolata e pigra come un gatto persiano, perci pensai che avrei dovuto solcare lOceano. Per un giorno a scuola mi hanno detto che lepoca delle grandi esplorazioni era finita da un po, che non cerano pi destinazioni libere per mare, dato che ormai si sapeva sempre dove si sarebbe arrivati. Dunque partire non aveva pi senso. Non ha senso partire se sai gi dove vai.
Voi mi capite, vero? Non potevo andare avanti e non potevo andare indietro. Ero un ragazzino imprigionato sulla spiaggia e non sapevo cosa fare. Allora fuggii verso lalto. Avrete letto anche voi del primo portoghese nello spazio: tutti i giornali hanno scritto di me. Tutto il Portogallo ha conosciuto il mio nome. Le bande cittadine hanno suonato per me e le ragazze mi hanno sorriso. Il presidente mi ha stretto la mano, grave, poi ci ha ripensato, mi ha sorriso e mi ha dato una pacca sulla spalla. Larcivescovo ha mormorato qualcosa, quindi ha gettato dellacqua e ha bagnato me e il mio casco rotondo; eppoi sono partito ed ero felice, perch non sapevo dove stavo andando. Guardando verso il basso, ho visto i fragori colorati dei fuochi dartificio mischiarsi ai rumorosi bagliori del mio razzo che saliva.
Credo che ormai il fumo si sia diradato, gi in Portogallo. Larcivescovo star rivolgendo altrove il suo aspersorio, il presidente avr stretto fraternamente parecchie altre mani sconosciute, le ragazze staranno sorridendo ad altri uomini che non sono partiti. Io ogni tanto distolgo lo sguardo dalla notte in cui sono immerso e mi metto a cercare lOceano, con il casco rotondo appiccicato al portellone. Respiro. Poi ho sonno e dormo. Quando mi sveglio, ancora buio: la mia navicella una supposta grigia nel culo della notte. Rido.
Poi trovo di nuovo lOceano al di l del portellone, alla fine della notte, e sono felice. Mi viene in mente che sono uno dei pochi uomini ad aver realizzato il proprio sogno di ragazzino: sono partito davvero, sono il primo portoghese nello spazio. Quando torner, il presidente mi stringer di nuovo la mano, la banda suoner per me, le ragazze mi sorrideranno ancora. Mi fa un po male il cuore, e sono felice.


23.07.2009 Commenta Feed Stampa