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I dolori di youporn

di Ludovica Anselmo

Silvia. Sono andato su youporn, ho visto cose che. Volevo scriverti una poesia ma non facevo che pensare a quei mega cazzi che. Vado in palestra, mi son detto. Tanto qui non combino niente. Ho raccolto le mie cose poi però son passato davanti all’ingresso tirando dritto. Saranno mica veri. Silvia. Hai presente quel tuo cugino Michele che m’è sempre stato sulle palle? Coi peli sulla schiena e l’alone fisso sotto l’ascella? Ecco, vicino a lui io mi son sempre sentito una fighetta frastornata col minipisello. Oh beh, che scemo che son stato. Silvia. Perchè nessuno, nessuno, nemmeno Michele ci può avere quei cazzi lì di youporn. Che poi secondo me son tutti finti. Son robe che no, dai, davvero.

No, è che youporn è un circo, le misure sono tutte sballate, esagerate. Quindi stiam tutti messi uguale, io, Michele e anche quelli che ora mi camminano accanto per strada. Youporn ci appiattisce tutti sulla stessa categoria: i normali.

Allora poi ho cercato cazzi piccoli. Figurati, saranno carotine, mi son detto. Silvia. E’ uscito un video dove uno di schiena si spogliava e due ragazze cominciavano a ridere. Ma a ridere. Che mi son detto poverino, com’è messo? Niente. Poi s’è voltato. Uguale uguale al mio. Silvia. Ti ricordi come mi son sentito quando quella volta a Rimini ho detto “Uh! Guarda c’è il tagadà!” E tu allora m’hai guardato strano: “Di’, ma non sarai mica uno di quei truzzi coglioni che si mettono al centro eh?”. Ecco: youporn è riuscito a farmi sentire peggio.


17.06.2009 35 Commenti Feed Stampa