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Cose, bambini e giocattoli

di Loreppina Eccetera

C’è un brutto vento di destra che spira sull’Europa. Non trovo le parole per commentare, ci vorrebbe il Genna. Intanto, la vostra eccetera sta leggendo il bellissimo libro di Michela Murgia, una donna coraggiosa. Ci torno presto.

Ricevo una mail importante di una donna coraggiosa. Il contenuto merita la divulgazione.

Cara Loreppina, ho letto tutti i tuoi libri della prestigiosa serie “Le guide dell’internets di Repubblica” (“La gestione dei blogrolls” e “Ancora Angelini? Come censurare i commenti e vivere felici”) e sono una tua fans. Volevo raccontarti un episodio che mi è occorso con il mio bambino Matteo di anni tre. Matteo insiste e insiste che vuole giocare con le macchinine e i soldatini ma io gli ho spiegato che non esistono i giochi di genere e gli ho dato tre bambole, nello specifico due Winx e una Barbie. Dove è scritto che un bambino maschio non può giocare con le bambole? C’è forse una legge che dice questo? Allora ho spiegato a Matteo che in realtà lui non vuole macchinine e soldatini, ma che si tratta dell’influenza della società che lo condiziona e che lui, avendo tre anni, non ha ancora i mezzi per analizzarla e criticarla. E’ la società che ti classifica come maschio, gli ho spiegato. Devi rimuovere questa maschera! Prima mi ha chiesto quale maschera. “Mamma non ho nessuna maschera”. Povero bimbo ingenuo. Gli ho spiegato: la maschera che la società ti impone di indossare. Allora lui si è messo a piangere fortissimo gridando: “le macchinine, le macchinine”. Ho provato a dargli una Winx che avevo appena comprato per lui, ma me l’ha tirata in testa, procurandomi peraltro un bel bernoccolo. Vedi cara Loreppina dove arriva questo perfido meccanismo della nostra società che classifica i maschi come maschi e le femmine come femmine!


9.06.2009 4 Commenti Feed Stampa