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Breve romanzo triste d’amore e di Bisanzio, parti XIII-XVIII

di tamas

XIII.

Se arriva lei e si mette ad osservarlo, anche da un vialetto e molte gabbie di distanza, Giovanni Nobile si sente come richiamato alla superficie da una forza superiore; è di nuovo umano e vicino. Giovanni Nobile si sente come Eraclio che non sapeva più attraversare il mare dopo venti anni a combattere nel deserto, e dovettero gettargli un ponte di barche e ricoprirlo di sabbia e fronde per farlo tornare a morire a Bisanzio. Lei, è orrendo spiegare le metafore ma talvolta bisogna, lei è il suo ponte di barche e su di lei Giovanni Nobile attraverserebbe tutti i mari.

(XIV.

I seni di lei sono piccoli e puntuti, teneri come burro, e dirigono le loro lunghe cime verso l’esterno, come due minuscoli corni fatati; per lui quei seni sono il Bosforo e i Dardanelli, e quando ne bacia l’interno, quando la testa di lui è in quel mare salaticcio, Giovanni Nobile è tutti i turchi del mondo ed è a buon diritto amante e conquistatore.

XV.

Le mani e gli occhi di lui e di lei, i seni e le cosce e il bacino, non esistono più; tutto si fonde inestricabilmente, tutto è uno, trasfigura e si illumina, e il sorriso di lei e la sua serena felicità fanno scendere sui due amanti una fitta polvere d’oro.)

XVI.

Lei un giorno smette di recarsi allo zoo.

XVII.

Il dottor Nobile carezza il piccolo cerbiatto che gli mangia dalla mano. Hanno lasciato che lo chiamasse Niceforo, perché i cerbiatti non interessano a nessuno e sono belli solo finché sono piccoli. Secondo Giovanni Nobile, per sostenere una mostruosità del genere bisogna essere pazzi o distratti o aver smesso, senza motivo e senza senso, di guardare negli occhi il cerbiatto che cresce e diventa più forte, pian piano avvicinandosi di più alla propria morte gloriosa.

XVIII.

Si dice che quando Costantinopoli sarà liberata e le sue chiese torneranno alla fede, l’Imperatore uscirà come un caldo respiro dalle mura di Santa Sofia e restaurerà il diritto e la giustizia. Con lui torneranno le figure sui muri e l’oro intorno alle loro teste e ai loro sorrisi lontani; allo stesso modo Giovanni Nobile sa che lei c’è ancora, ed è solo riparata in qualche muro in attesa di tempi più propensi alla bellezza e più favorevoli all’amore. Ma tornerà, e con lei tutto l’oro e la pace del mondo. Lui l’attende, vestito di giallo.


15.05.2009 Commenta Feed Stampa