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I difetti degli aspiranti scrittori, parte II: le “D” eufoniche della morte

di Simone M. Navarra

Eccoci alla seconda parte di questa serie di post su quelli che – ovviamente a parer mio – sono i difetti più facili da incontrare quando si legge il testo di uno scrittore alle prime armi, o semplicemente all’oscuro di certe regole editoriali.

Insomma, se scrivete così si capirà subito che non arrivate proprio da una lunga carriera editoriale, e certa gente non vedrà l’ora di dirvi che tutti vostri libri fanno schifo, senza possibilità di scampo o di appello.

E senza – ovviamente – nemmeno leggerli. ^^

I difetti degli aspiranti scrittori 2: le “d” eufoniche della morte:

Un classico errore che in realtà errore non è ma a cui vi toccherà fare comunque attenzione se vi aspettate di lavorare come scrittore (lavorare nel senso che qualcuno dovrebbe darvi addirittura dei soldi per leggere quello che scrivete).

Volete dare un aspetto professionale al vostro lavoro? E allora, mannaggia alla miseria: le volete cancellare ‘ste benedette d eufoniche, visto che tutti gli editori del mondo si sono fissati che non vanno messe?

Non ci sono se, ma, però o perché: se cercate un editore, dovete smettere di inserire le “d” al posto sbagliato. E non gliene frega niente a nessuno se gli editori sono stupidi e il posto sbagliato sarebbe in realtà giusto: se volete fare l’architetto disegnate quello che piace al committente. Se volete fare il medico curate i disturbi che i pazienti lamentano, e se volete fare lo scrittore togliete le d che gli editori non vogliono (e di cui i lettori nemmeno si accorgono)!

Per chi cadesse dalle nuvole:

Se scrivete ad andare, ed era, od ontoiatra e compagnia bella allora va tutto bene, perché la d viene interposta tra due vocali identiche.

Se invece scrivete ed io, ad essere, od alisca o altri accostamenti analoghi allora non va tutto bene per niente: in nessun libro edito in italia dal 1980 a oggi trovate una d tra due vocali spaiate.

Certi editori arrivano a inventarsi che non si scrive ad esempio ma per esempio, così l’autoimposta regola della vocale è sempre rispettata. Ovviamente questa cosa molti aspiranti scrittori non la sanno, tanto che qualcuno ha addirittura l’ardire di seguire le regole dell’Accademia della Crusca (secondo la quale la d eufonica può starci anche con le vocali spaiate).

Purtroppo al giorno d’oggi nessuno vi chiede di scrivere in Italiano, bensì in editorialese, che è un linguaggio un po’ diverso. Per cui le cose sono due: o volete passare la vita a lamentarvi che il mondo corrotto non accetta la vostra arte fino a precipitare in un triste turbinio di mestizia e acredine (e no, non l’ho fatta più pesante di quello che accade in realtà ^^) oppure volete che la vostra arte venga letta anche con la pesante mutilazione della “D” eufonica, e spendete questi benedetti dieci minuti a rivedere il vostro testo col comando Trova/Sostituisci.

Io alla fine le d incriminate le ho tolte, e nessuno capirà mai il vero significato di quello che si cela nel profondo della mia anima.

Anche se, a dire il vero, potrebbe non essere tutto questo svantaggio.


22.04.2009 9 Commenti Feed Stampa