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Il XXI secolo

di Ludovica Anselmo

Ed io dovrei restare sempre bella. Una sacca grassa e liscia, sottile sottile come una fascetta nel fumoir. E come tu mi vorresti, io non sono che in certe giornate strane e con poca luce. Adesso il tuo viso è affondato sui sette cuscini ikea e dorme. Come mi vorresti.

Siamo sono sei. Un pesce. La cura. Una casa arredata con gusto. Un divano senza rete. Il cielo di Marte. Malinconia senza miserabilismo. Intimismo senza autocompiacimento. Lentezza senza letargia. Turbamento senza psicosi. Oppure siamo maldestre e boccheggiamo in separate solitudini.

Io, vedi, sono piena di croste e non gliela faccio ad essere come tu mi vorresti. Io sono quella che ritrova la nostra via sino a qui, sino a questa scena.

Sono un po’ triste ma insomma, non è colpa mia, è del XXI secolo.


14.04.2009 Commenta Feed Stampa