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I difetti degli aspiranti scrittori, parte I: il punto di vista, e poi ancora il punto di vista.

di Simone M. Navarra

Se qualcuno ha mai letto un mio vecchio articolo sulla scrittura (qualcuno l’avr pur fatto, no? ^^) forse si ricorder dei miei consigli su come impostare la stesura di un libro, su come ideare i personaggi e come seguire lo svolgimento della trama senza impiccarsi con le proprie mani.

Tutte cose importanti, insomma, che fanno parte dell’architettura di un romanzo e che se non ben impostate fin dall’inizio possono influire (in maniera ovviamente negativa) sull’esito di un intero lavoro.

In questo post e in quelli che seguiranno parler invece di problemi – per cos dire – pi pratici, legati cio all’atto concreto della scrittura in s. In sostanza: quali sono i difetti intrinseci dello stile e della narrazione tipici di chi non scrive tanto bene? Perch un libro pu dirsi semplicemente scritto male, al di fuori di qualsiasi suo contenuto? Non parleremo insomma di trame, idee, sentimenti e protagonisti, ma di veri e propri intoppi che ci faranno sfigurare con i nostri (eventuali) lettori ancora prima di entrare nel vivo di un qualsiasivoglia intreccio narrativo.

Insomma, veniamo al dunque:

I difetti pi comuni nello stile degli aspiranti scrittori.

– Il punto di vista. Questa una cosa che facevo anche io, o meglio forse faccio ancora ma con pi cognizione di causa. La storia inizia con un protagonista particolare, si sviluppa a partire da lui, inizia a farsi interessante, c’ uno spunto narrativo anche buono, il testo scorrevole, piace, attira il lettore e… inizio del capitolo 2: adesso il protagonista non c’ pi, e la storia parla di un’altra persona.

Ok, lo so. Stephen King lo fa, cos come lo fanno anche tanti autori famosi. Per, e c’ un per, loro sono famosi, i loro libri sono lunghi 6-700 pagine (segno che alla fine ogni protagonista ha una storia ben sviluppata) e in fin dei conti usano questo stratagemma per costringervi a leggere: volete sapere cosa accadr al protagonista, e allora vi sorbite anche l’inutile trattazione del punto di vista di un altro personaggio di cui in realt non frega niente a nessuno.

Il fatto che questo cambio repentino lo fanno tutti gli scrittori emergenti che conosco, me stesso compreso, anche all’interno di un raccontino di 5 pagine.

La verit che se lo fanno tutti i motivi sono due:

1) pi facile saltare di palo in frasca piuttosto che sforzarsi di seguire un solo punto di vista, che evidentemente risulta pi impegnativo.

2) e visto che lo fanno Stephen King e compagnia bella un autore magari ancora insicuro tende a dare per scontato che fare cos sia una buona idea, ritrovandosi con un libro scopiazzato, oltre che scritto male.

La verit che a me non piace affatto… e quando lo facevo anch’io la triste e cruda verit era perch – semplicemente – volevo fare lo scrittore ma non sapevo nemmeno dove mettere le mani. Col mio Mozart di Atlantide (una roba che ho scritto anni fa) stata una scelta voluta fin dall’inizio, ma se una scelta letteraria fatica a discostarsi dall’errore di un emergente, chi volete che ne rimanga favorevolmente impressionato? Di certo non tutti gli editori che hanno rifiutato il romanzo ^^.

– Il punto di vista 2, la vendetta: uguale a sopra, solo che questo salto tra un personaggio e l’altro avviene in corso d’opera, all’interno dello stesso capitolo senza separazione di spazi, paragrafi, lineette e asterischi vari.

ESEMPIO:

Gino guard il suo nemico all’interno delle pupille dei bulbi oculari degli occhi.
Ho paura pens. Ma non devo farglielo notare, perch senn poi mi riempie di legnate con la sua potente mazzona laser.

Il nemico di Gino guardo Gino a sua volta negli occhi di lui a cui questi appartenevano (questo testo ha pi di qualche problema, ma un autore emergente non scordatelo).
Non sar mica paura quella che leggo nei suoi occhi? pens. Perch se cos accendo la mazza laser e gliela infiggo nella zona tra la base della schiena e l’inizio delle gambe, dimodoch poi avr difficolt a sedersi.

Sta riconoscendo la mia paura? si domand il nemico del nemico di Gino, accostando la zona del suo corpo compresa tra le gambe e la schiena al muro della recinzione dell’esterno dell’astronave della flotta dei terrestri dell’armata dello spazio, cos da apporre una protezione tra la zona stessa e lo stesso suo nemico.

E vabbe’, mi pare che il concetto si sia capito. La storia prosegue cos per 3-400 pagine: io non vedo l’ora di leggere il seguito, e voi?

Come vedete, a causa dei salti di punto di vista (e degli altri centomila errori) quasi impossibile identificarsi nell’uno o nell’altro personaggio, e la storia viene un po’ moscia. Qualcuno vi dir che passare dai pensieri di un personaggio a quelli di un altro addirittura un errore (anche se non lo ). Comunque sia, l’idea di scrivere una storia che la gente provi piacere nel leggerla, mentre in questo caso direi che il nostro scopo non sia stato esattamente raggiunto.

A breve (almeno spero) il punto due, in cui non vi anticipo di cosa andremo a parlare, perch non me lo ricordo nemmeno io.

Simone


8.04.2009 7 Commenti Feed Stampa