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Profondo nero

di Benny Calasanzio

profondo neroNero e profondo, come il buco in cui sono precipitate tutte le indagini sulle stragi italiane, farcite da servizi segreti, grembiulini, compassi e scranni parlamentari. Nero come il petrolio che inghiotte tre personaggi scomodi per ragioni diverse ma contingenti. Profondo e inarrivabile, come la verit, la giustizia, la certezza della colpevolezza. E una visita guidata questo Profondo Nero di Peppino Lo Bianco e Sandra Rizza (Chiarelettere, 2009), in cui i giornalisti conducono i lettori negli anni sessanta, e poi nei settanta. Indicano col dito i fatti, invitano ad osservarli, mentre da ciceroni mettono in fila fatti, sentenze, ipotesi. Li avevamo lasciati con le 25 mila copie dellagenda rossa del giudice Paolo Borsellino, che ha svelato allItalia il probabile scenario della morte del giudice, e li ritroviamo alle prese con i tre casi pi controversi e oscuri della storia di questa repubblica fondata sul mistero e senza la minima voglia di fare luce.

Enrico Mattei, potentissimo presidente dellEni e vero ispiratore della politica degli anni 50-60. Mauro De Mauro, giornalista de LOra di Palermo. Pierpaolo Pasolini, scrittore, regista, poeta e frocio scomodo. Tre vite, tre storie che si intrecciano, si incontrano, si scontrano, tutte parallele ad una linea sottile che corre loro parallela e le osserva: la sottile linea grigia, la sottile linea Cefis.

Il libro di Lo Bianco e Rizza racconta con una fluidit cinematografica linchiesta aperta nel 1994 dal sostituto procuratore di Pavia, Vincenzo Calia, sulla morte di Enrico Mattei. Un assassinio, forse il primo assassinio di Stato. Omicidio che il pubblico ministero mette in relazione con quello di Pasolini e di De Mauro, riuscendo a far riconoscere al giudice che decreta larchiviazione, la plausibilit delle sue ipotesi investigative. Pezzi di storia italiana che pochissimi, soprattutto tra le nuove generazione, conoscono vengono attualizzati in un contesto in cui le mire eversive e golpiste hanno smesso di avere significato, a fronte di una ormai perfetta attuazione del piano di rinascita democratico disegnato da Gelli. Da Gelli? Anche in questa storia, quella della P2, centra sempre lui: il potente Eugenio Cefis, verosimilmente reale fondatore della loggia, cavaliere di Gran Croce, vice di Mattei allEni, dimissionario quando lo stesso lo trova a rovistare nella sua cassaforte, tornato in sella dopo che Enrico Mattei precipita con il suo aereo nelle campagne di Bascap. Il libro riprende le risultanze della richiesta di archiviazione presentata dallo stesso Calia e le getta pi in l, raccontando una verit che pu essere, che loro sanno, ma di cui non hanno le prove come scriveva Pasolini sul Corriere. Non sono magistrati Rizza e Lo Bianco, ma giornalisti, giudiziaristi, e allora la esplorano e la propongono la loro verit. E loro vedono Mattei venire per due volte in Sicilia nel giro di una settimana. Vedono il suo pilota raggirato da un affare imprenditoriale. Vedono 100 chilogrammi di esplosivo piazzati dietro il cruscotto del Morane-Saulnier MS-760 Paris le cui tracce vengono ritrovate sullorologio di Mattei. Vedono che laereo parte da Catania e si sfracella pochi minuti prima dellarrivo a Milano. Vedono le manovre occulte per attirare Mattei in Sicilia, per farlo decollare dallaeroporto stabilito: Catania e non Gela. Poi, dopo la caduta dellaereo, vedono dirigenti dellEni che rovistano tra i rottami, vedono il contadino Ronchi che prima parla di una esplosione in volo e poi cambia versione, mentre la figlia viene assunta in una societ collegata allEni. Rizza, Lo Bianco e tutta Italia vedono che a trarre enormi vantaggi da quella morte immediatamente Eugenio Cefis, che diventa, dopo unapparente vice-presidenza, capo indiscusso dellente nazionale idrocarburi e uno degli uomini pi potenti dItalia. In quegli anni, due, pi degli altri, credono che dietro lapparente incidente aereo ci sia proprio leminenza grigia, Cefis, uomo in contatto con i servizi americani e in stretta amicizia con Amintore Fanfani. Uno Mauro De Mauro, cui viene commissionato da Franco Rosi una indagine sui viaggi in Sicilia di Mattei per realizzare il suo film. Il cronista de LOra gira, raccoglie testimonianze, confidenze, parla pi volte con Graziano Verzotto, ex pierre dellEni poi diventato presidente dellente minerario siciliano e nemico giurato di Cefis. Ha una cosa grossa che gli varr la laurea in giornalismo dice De Mauro. Ma scompare, poco dopo aver parlato con Vito Guarrasi, democristiano siciliano indagato poi per la scomparsa del giornalista. E a Palermo muore pure Pietro Scaglione. Il procuratore di Palermo, ormai destinato a Lecce, ucciso ufficialmente da Liggio e Riina, ma giusto il giorno prima di testimoniare su una telefonata che avrebbe seriamente compromesso Guarrasi in relazione alla sparizione di De Mauro. Coincidenze, pu darsi, ma da tenere a mente. Non sapremo mai nulla sulla morte di De Mauro. Ce lo ha detto lo Stato, durante una riunione in cui i servizi segreti comunicarono alle forze dellordine di annacquare le indagini. Di Cefis, in Italia, si sta ossessivamente occupando anche Pierpaolo Pasolini, nel suo progetto di romanzo, Petrolio. Con lo pseudonimo di Troyas, Cefis luomo che Pasolini pone dietro lomicidio Mattei. Lintellettuale raccoglie indizi, tracce e raffronti che grazie alla letteratura raggiungerebbero la gente, tantissima gente, propinando una versione e una verit che a distanza di anni viene ritenuta perfettamente attendibile. Non lo finisce per quel romanzo Pasolini. Forse per qualcuno quel romanzo una bomba, come quella di De Mauro. Nel dubbio meglio disinnescarla. Viene ammazzato durante una lite tra froci, e lappunto del suo romanzo che si intitola Lampi sullEni”, lappunto 21, sparisce. Ad ammazzarlo Pino Pelosi, forse con qualcun altro, ma sicuramente per una banalit, sessuale o ideologica. Ucciso solo perch frocio e perch comunista. Una verit che vacilla tremendamente, anche grazie allultima intervista di Pino La Rana, seppur sempre reticente, rilasciata a Lo Bianco e Rizza. Tre storie diverse lo scrittore e la scrittrice riconducono a quella sottile linea grigia. Chi tocca Eugenio Cefis e i suoi inconfessabili segreti muore? Forse no, ma forse si. E forse non si far mai luce su tutto questo. Profondo Nero per accende una fiammella. Alimentata dal petrolio.


25.03.2009 1 Commento Feed Stampa