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Consigli di vita a me stesso da giovane (che mi sono ben guardato dall’ascoltare).

di Simone M. Navarra

Quand’ero piccolo, ma nemmeno tanto (diciamo 20 anni o gi di l) m’era presa la fissa di criticare sistematicamente, aspramente e spietatamente qualsiasi cosa.

Per qualsiasi cosa intendo dire che mi lamentavo dello scorrere delle stagioni (ah, ma che freddo d’inverno e caldo d’estate!) mi lamentavo della durezza delle pietre (ecco, potevo cadere su un sasso pi morbido?!) dei riflessi dell’acqua, della forma del pallone del colore del cielo al tramonto che in fondo non era cos interessante come si diceva in giro e insomma di tutta una serie di infinite minuzie e particolari che il Padreterno non si era evidentemente ben impegnato nel definire.

A parte il fatto che con gli amici del tempo (i pochi ancora rimasti, e chi mi sopportava? ^^) questo atteggiamento mi ha portato ad avere la nomea di quello che non gli va mai bene un piffero, al punto che se rotolassi gi dalle scale rompendomi tutto farei meglio a riderne contento per non sentirmi rispondere: sei sempre il solito rompi coglioni che non ti va mai bene niente! Insomma a parte questo fatto che il continuo lamento perpetuo a qualcuno pu anche dare fastidio, la mia insoddisfazione per la mediocrit del mondo si trasferiva ovviamente anche nello studio, nei rapporti interpersonali, nelle miei idee politiche e infine anche nei libri, film, fumetti e tutte quelle che erano le mie passioni.

E vabbe’, ero uno stronzo insopportabile. Un continuo insoddisfatto in cerca di risposte universali da ogni infimo particolare accessorio del mondo, e solo quando il treno della vita mi ha investito con tutte le sue 200 e passa ruote, trascinandomi per chilometri e chilometri sulle sue rotaie affilate e intrise di veleno (dal servizio militare in poi, insomma) ho iniziato a capire che era forse il caso di iniziare ad accettare anche qualche compromesso.

Eppure, ricordo che era tanto bello sognare il mondo perfetto dove nessuno ruba, nessuno imbroglia e nessuno sbaglia mai, dove tutti scrivono per educare il prossimo e i film brutti al cinema non arrivano neanche perch il regista non vuole fare brutta figura. Tanto bello quanto campato in aria. Quanto in fin dei conti semplicemente derivante dal non aver mai dovuto mettere noi stessi le mani in mezzo al casino, capendo cos finalmente quanto cazzo difficile anche solo tirar fuori una cosa che per lo meno funzioni, altro che la perfezione.

Quello che ho capito, passati i trenta ormai anche da un pezzo, che a spaccare una cosa storta e a buttare tutto al secchio ci vuole molto, molto, molto meno che mettersi l ad aggiustarla e a farla funzionare… ma adesso sto diventando retorico e il post diventa uno schifo, per cui a questo lagnoso me stesso da giovane voglio lasciare la mia solita sequela di consigli e opinioni personali privi di utilit, senso e/o fondamento. Mi raccomando di non starli a sentire (io non l’ho fatto! ^^):

– Il professore che ti boccia perch l’hai mandato a quel paese un aneddoto molto divertente da raccontare. Per – a dire il vero – non ci vedo questo guadagno.

– La frase: tanto del suo esame non me ne frega niente non efficace per farzi alzare il voto. E potresti almeno usarla dopo che il professore ha firmato il libretto.

– Il mondo si cambia aiutando chi ti trovi vicino, non disprezzando chi sufficientemente lontano.

– Voler mantenere s stessi e la propria famiglia con un lavoro creativo non sbagliato. Anzi, una cosa bellissima.

Quando qualcuno ti dir che hai fatto un lavoro di malta ci resterai male anche te. E in genere sar solo una scusa per non pagarti.

– Per dimostrare di saper scrivere un libro, basta scrivere un libro. Chiunque ti dica qualsiasi altra cosa un coglione.

Volgare e violento pu far rima con divertente (be’, non si direbbe ^^). Ma in genere sempre pattume.

– Se qualcuno ti d un consiglio, alle volte, pu addirittura avere ragione.

– Hemingway ed Ende non scrivevano lamenti generici sul governo nel loro blog. Almeno non che io sappia.

– Gli amici che ti fanno stare male, evidentemente, non sono tuoi amici.

– Se una cosa non ti interessa, puoi semplicemente cercare qualcos’altro senza rompere le scatole a tutti.

– Alle volte, una situazione che non ti sta bene pu essere semplicemente ignorata senza rovinarti la vita e non dormirci la notte.

– Le persone che vorresti imitare – in genere – sono degli sfigati.

– Non detto che, se le cose andassero come vuoi tu, il mondo sarebbe effettivamente migliore…

E anzi: a giudicare da quanto rompi i coglioni - sinceramente – direi proprio di no.

Simone


24.03.2009 2 Commenti Feed Stampa