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La Corruzione lascia l’Italia

di Blicero

La stecca non conosce crisi. Secondo l’annuale rapporto dell’organizzazione non governativa Transparency International, Russia, Cina, Messico e India sono i paesi esportatori pi inclini alla corruzione. […] L’Italia conquista il quinto posto a pari merito con il Brasile […]. Tuttavia pu vantare la prima posizione nella speciale classifica in Europa, davanti a Spagna, Francia e Inghilterra.

Milano Finanza, 9/12/2008

(Dal nostro inviato)

ROMA – E cos successo l’impensabile. L’Italia si trova ad affrontare la pi grave crisi di tutta la sua storia democratica, dopo Tangentopoli. Ieri (oggi, ndr), alle 8.45 di mattina, la Corruzione ha indetto una breve conferenza stampa e ha rassegnato le proprie dimissioni, manifestando l’intento di emigrare verso lidi meno corrotti, ad esempio i paesi scandinavi: “Mi sono stancata della scarsa attenzione dei media nei miei riguardi. Ho lavorato a lungo per questo Paese, sono il suo motore economico e regolo ogni aspetto della sua vita burocratica. E non ho mai ricevuto un ringraziamento, una legge a mio favore, un riconoscimento. E’ da anni che porto l’Italia in cima alle classifiche mondiali di settore, in Europa addirittura ai primissimi posti, se non prima. Niente, mi sono davvero stufata.”

Corruzione

(Foto: Deviantart)

In mattinata c’era stata una riunione decisiva a Palazzo Chigi con il premier e alcuni esperti di corruzione (tra cui Previti). Il Presidente del Consiglio avrebbe rassicurato la Corruzione sull’entrata in vigore di un emendamento sul ddl-intercettazioni: “La situazione delle intercettazioni inaccettabile. Devono essere fatte solo per i reati pi gravi. In Parlamento in un emendamento stata inserita la possibilit di fare intercettazioni anche nelle indagini su reati contro la Pubblica amministrazione. Un disegno di legge cos fatto, sul quale mi sono detto subito insoddisfatto, non cambierebbe di molto una situazione inaccettabile”. Tuttavia, nemmeno questo sarebbe bastato a convincere la Corruzione, che sembrata implacabile nei suoi propositi, anche dopo la simbolica offerta di una mazzetta da parte di una holding estera riconducibile al gruppo economico del premier.

PIAZZA AFFARI – Giornata drammatica, forse la pi drammatica di sempre, per le borse italiane. Il Mibtel ha registrato un calo di circa 38 punti percentuali, il pi alto mai registrato nella storia repubblicana. Sono stati bruciati tutti i proventi della corruzione operata su base quotidiana, circa 400-450 miliardi di euro (sebbene le stime, secondo gli esperti, non siano affidabili). A picco i titoli delle imprese pi grandi. Le compagnie petrolifere e i gruppi bancari hanno gi chiesto un “bailout” (intervento statale) per evitare la bancarotta. Disperata la risposta del governo: “I bilanci sono tutti falsificati ex lege: senza la Corruzione, dove li recuperiamo i soldi?”

MONTECITORIO – Sbigottimento e smarrimento alla Camera e al Senato. Furiosi dibattiti si sono accesi dentro le camere e nel Transatlantico. Sono state segnalate diverse aggressioni nei confronti di chi si era detto soddisfatto della decisione della Corruzione. Un deputato, dopo essersi dichiarato felice per la “auto-debellazione di una piaga nel corpo di una societ democratica”, stato trasportato d’urgenza in ospedale per le numerose ferite riportate dopo un linciaggio nei bagni di Montecitorio. Ora in prognosi riservata, ed i medici mantengono il massimo riserbo.

Lapidario stato il comunicato congiunto dei Presidenti dei due rami del Parlamento: “Dovevamo fare di pi. Pensavamo di aver fatto abbastanza con i pregiudicati in Parlamento, con lo scudo fiscale, con gli scandali bipartisan che scoppiano a ciclo continuo in tutto il Paese, con la sconfitta di Mani Pulite, con le leggi ad personam, con le richieste di arresto dei parlamentari negate sistematicamente, con le controriforme della giustizia. Ecco: bisognava separare prima le carriere dei giudici”. I due si sono poi rivolti alla Corruzione, a nome dell’intero Parlamento, pregandola di ripensarci e di tornare indietro, per il bene loro ed eventualmente, se rimane spazio, del Paese.

GIUSTIZIA – Giornata convulsa in tutti i tribunali d’Italia, letteralmente sommersi dai libri contabili delle aziende e delle industrie. Un’ala del tribunale di Venezia, a causa anche del peso degli arretrati, sprofondata nel canale. Comunque anche i tribunali, per la scomparsa della Corruzione, hanno dovuto portare i libri in tribunale.

Il CSM ha subito disposto la procedura di trasferimento dalla Magistratura per i magistrati superstiti di Mani Pulite e i pm antimafia, ed ha incaricato l’ex giudice Squillante di spiegare alla Corruzione che la Giustizia non ha alcun tipo di ostilit nei suoi confronti.

MANIFESTAZIONI – Verso le 11 di mattina le strade di Roma sono impraticabili. Almeno 390.000 persone (stime della Questura, che aveva per preso parte alle proteste) si sono riversate nelle piazze, davanti ai palazzi del potere e davanti ai ministeri. Palazzo Chigi si trovato suo malgrado costretto a schierare l’esercito (e qualche carabiniere) per cercare di sedare le rivolte, autorizzandolo anche a sparare sulla folla, se non necessario.

TERREMOTO & TRAGEDIA – I manifestanti pi aggressivi – baroni universitari, impiegati statali, imprenditori e soggetti legati al mondo dell’economia e della finanza, tra cui alcuni mafiosi e camorristi – si sono riuniti a Piazza Navona, dove almeno 12 persone sono morte e 64 sono rimaste ferite. L’esercito si trovato costretto ad aprire il fuoco: “Stavano minacciando di darsi e darci fuoco – ha riferito il Capo di Stato Maggiore in una conferenza stampa – dicevano che senza la Corruzione la loro vita non avrebbe avuto pi senso, che avrebbero ucciso tutti quanti e altre frasi del genere. Non potevamo fare altro.”

Cossiga ha plaudito la risoluzione delle forze armate: “Gli scontenti e i disperati? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universit, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citt. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovr sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri”. Il presidente emerito stato poi portato in ambulanza nello studio di una trasmissione televisiva dove stato colpito da un malore mentale, poco prima di uno stacco pubblicitario.

L’ESTERO – Messaggi di solidariet sono arrivati dai capi di stato di Calabria, Campania, Sicilia, Russia, Cina, Messico, India, Iraq, Haiti e altri, preoccupati anch’essi di un’eventuale scomparsa della loro Corruzione. Il premier russo Vladimir Putin si addirittura offerto di mandare provvisoriamente Medvedev, uno dei figli pi famosi della Corruzione russa, per cercare di arginare il disastro umanitario in Italia in nome della sua amicizia con il premier Silvio Berlusconi.

VATICANO – Papa Benedetto XVI si detto “angosciato” per la decisione della Corruzione e ha messo a disposizione il Vaticano come sede di mediazione e composizione del conflitto con lo Stato Italiano. Purtroppo la Corruzione ha rifiutato sdegnosamente l’invito del Pontefice: “E’ da 2000 anni che sono l dentro, francamente mi sarei anche rotta i coglioni.”


23.12.2008 1 Commento Feed Stampa