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Il Cavaliere presenta: “Gomorra Cinese” di Lobelto Saviano

di Cav. Marcello Stacchia

gomorra cineseCari Giovanotti, alla fine il Cavalier Stacchia riesce ad accaparrarsi anche l’autore del momento, il caso letterario/editoriale del decennio, il best seller del secolo: Saviano è dei nostri!!!

Ma non è stato facile…

L’odissea dello scrittore campano, in perenne fuga dalle minacce della malavita organizzata, ha reso difficile ogni contatto, ha costretto il sottoscritto bello in persona ad incontrare Saviano in luoghi segreti (memorabile il nostro colloquio in Piazza S.Pietro a Roma) ma alla fine non ha impedito alla casa editrice più prestigiosa dello stivale di arruolare l’autore il cui nome è sulla bocca di tutti.

Come tutti saprete, la vita di Roberto Saviano è radicalmente cambiata dopo la pubblicazione di “Gomorra”, il libro denuncia che metteva la Camorra con le spalle al muro, svelandone i segreti più occulti ed atroci: al successo planetario (fama, ricchezza, cinema…) lo scrittore ha dovuto sacrificare la propria vita privata e la propria sicurezza fisica. Per questo più volte Saviano aveva manifestato pubblicamente la volontà di cambiare aria per sfuggire al proprio crudele destino e, bontà sua, il Cavaliere ha realizzato il suo sogno: il dirottamento dell’autore partenopeo verso lidi lontani e sicuri: l’estremo oriente! “Gomorra cinese” è la fredda, coraggiosa cronaca di quanto accaduto da quel giorno in poi…

L’opera: Giunto a Pechino, Roberto Saviano, irriconoscibile grazie ad una parrucca regalatagli da Glauco Longhi prima di partire (“Tieni amico… l’ho fottuta ieri sera ad un trans che ho rimorchiato… ti servirà… buona fortuna!”) decide di iniziare una nuova vita. La prima mossa è il cambio di identità, un abile falsario gli procura dei documenti taroccati sui quali è vergato il nome che accompagnerà lo scrittore da quel momento in poi: Lobelto Saviano. Ringalluzzito dal senso di sicurezza che tali documenti gli procurano, Lobelto decide di intraprendere un’attività commerciale che lo inserirà perfettamente nel tessuto della società locale e che sarà la perfetta copertura per la sua vera attività: la scrittura. Apre quindi un ristorante italiano, la cui insegna al neon “DA LOBELTO LO SCLITTOLE ITALIANO IN FUGA DALLA CAMOLLA – SPECIALITA’ CAMPANE – MOZZALELLA DI BUFALA ALLA DIOSSINA” brilla nella notte pechinese. La vita sembra sorridere di nuovo…

Passa circa un quarto d’ora dal taglio del nasto inaugurale quando, nella cucina del locale, irrompono tre loschi figuri.
“Chi siete?” chiede Saviano
“Siamo Cin Ciam Pai, Fur Gon Cin e Ndo Cojo Cojo, ovvero LA TLIADE!” replicano i musi gialli “Bello questo listolantino… non vollemmo che gli capiti qualcosa… ma pel un modico compenso, il 75% degli incassi, ti potlemmo ploteggele noi”
“Eccheccazzo!” esclama lo scrittore “Anche qui? Non è possibile! Mi ribello!”
“Ah, ah, ah!!! E che vollesti fale?” lo schernisce Cin Ciam Pai “Andale alla polizia? E’ già in mano nostla! Ah, ah, ah!!! Vuoi denuncialci? Sclivele un liblo? Ah, ah, ah!!!”
Saviano lo squadra: “Non sarebbe una cattiva idea, ma…”
“Ma?” gli fa eco Ndo Cojo Cojo
“Ma ho in mente una soluzione diversa: vi sfido! Se perdo vi cedo il ristorante… ma se vinco io, voi non vi fate più vedere”
“Ci stiamo!” risponde all’unisono la Triade.

E nel silenzio irreale dell’oscurità metropolitana riecheggiano le grida “Forbice!”, “Carta!”, “Sasso!”.


11.12.2008 3 Commenti Feed Stampa