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McMafia

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mcmafiaLudmila Balbinova di Tiraspol emozionata all’idea del primo viaggio all’estero. Va in Israele. Un’amica le ha detto: “faccio la cameriera c’ posto anche per te”. Non sa, Ludmila, che l’amica le ha parlato con una pistola alla tempia. In compagnia di dieci ragazze, Ludmila prende allora un treno per Odessa, poi uno per Mosca. L, in un appartamento sulla Moscova chiusa a chiave. Le viene confiscato il passaporto. Dopo una settimana di prigionia, sale su un aereo diretto al Cairo. Un’attesa di tre giorni in albergo finch non vengono a prenderla dei beduini che la nascondono in una grotta. Con loro, “in cambio di sesso, avremmo potuto mangiare decentemente”. Durante l’ultima parte del viaggio, coi cammelli verso Israele, una delle compagne di Ludmila cerca di fuggire. I beduini la catturano. Le sparano alle ginocchia e la abbandonano nel deserto. Ludmila impara a non ribellarsi. Raggiunta Tel Aviv, viene mostrata nuda a potenziali acquirenti in un albergo.

La storia di Ludmila, che il giornalista Misha Glenny ha incontrato in Israele, una delle terribili storie che fanno di McMafia una lettura obbligata. L’eccellente reportage la storia della mafizzazione di stati sovrani durante la turbolenta storia degli anni Novanta. Un ritratto scoraggiante del crimine in ex Urss, ex Jugoslavia, Cina, Albania, Colombia, Nigeria. Un ritratto che non risparmia nessuno: un cittadino occidentale che usa un telefonino sfrutta il lavoro minorile in Congo.

L’ex direttore Cia Woolsey racconta: “Se vi dovesse mai capitare di entrare in conversazione con un russo facondo, che parla un buon inglese, diciamo in un ristorante di un albergo di lusso, e lui portasse un completo da 3000 dollari e un paio di mocassini di Gucci, e vi dicesse che il dirigente di una ditta commerciale e vi volesse parlare di una joint venture i casi sono quattro. Potrebbe essere quello che dice di essere. Potrebbe essere un agente segreto russo che ha come copertura un lavoro commerciale. Potrebbe far parte di unorganizzazione criminale russa. Ma la possibilit pi affascinante di tutte che potrebbe essere tutte e tre queste cose, e che nessuna delle istituzioni in questione se ne farebbe un grosso problema”.

La Gomorra internazionale, secondo Glenny, nasce infatti dal crollo dell’Urss. Dalle sue enormi risorse naturali rimaste nelle mani di pochi speculatori pronti a sfruttare il vuoto di potere e abili a impossessarsi dei beni dello Stato. Per difendersi, senza pi una polizia forte, danno vita a organizzazioni nuove che garantiscono la sicurezza. Sono vere e proprie cosche in cui i legami non sono rapporti di parentela. In esse trovano lavoro anche spie e soldati in miseria dopo la caduta del regime. Le ricchezze russe finiscono in banche estere. Poi, sono molti oligarchi a trasferirsi fuori dalla ex Urss per investire in maniera legale.

La transizione russa dal comunismo al capitalismo dunque essenziale nello sviluppo di McMafia. La nuova rete ha per punti importanti fuori dalla ex Urss. La ex Jugoslavia, dove Glenny stato a lungo inviato, punto di ingresso delle merci illecite in Europa. Soprattutto droga: la societ occidentale ha bisogno continuo di grandi quantit di droghe, e il resto del mondo ansioso di procurargliele e trarne profitto. A Dubai, “citt che cresce e prospera sui conflitti altrui” si ricicla. Racconta Glenny: “a Dubai non cera alcun tipo di controllo, si potevano importare e esportare cifre a piacere, in valigie piene di contanti, di lingotti o di diamanti, attraverso una delle banche fondate apposta per approfittare di questo flusso sempre crescente, o attraverso i cambiavalute illegali che sono il puntello delleconomia finanziaria sommersa”. La Transnistria, regione della Moldova che non riconosce la sovranit di Chisinau, vive di armi e droga. Solo per l’UEFA le autorit della Transnistria si rassegnano a far parte della Moldova: l’unico mezzo per iscrivere il FC Sheriff Tiraspol, giocattolo del figlio del presidente, alla Champions League. Non chiedetevi per con quali soldi sono pagati i calciatori.

L’inchiesta capolavoro di Glenny si chiude con una domanda: possibile sconfiggere McMafia? Naturalmente no, se manca la volont politica. “Negli anni Novanta qualche tentativo di disciplinare i mercati finanziari offr una tenue speranza. Cera la possibilit di stabilire un controllo sia sulleconomia lecita, solo parzialmente regolata, sia su quella ombra del tutto priva di norme. Tuttavia, allinizio del nuovo millennio, lostilit degli Stati Uniti, lincompetenza dellUnione Europea, il cinismo della Russia e lindifferenza del Giappone si sono intrecciati con linarrestabile ambizione dellIndia e della Cina per inaugurare una rigogliosa primavera per le multinazionali e per il crimine organizzato su scala internazionale”.

Suggerisce Glenny: “se esatta la stima dellOnu secondo cui il traffico di droga assorbe il 70 per cento delle attivit illegali, tra cui il terrorismo, allora per combattere McMafia bisognerebbe partire proprio dalla legalizzazione della droga”. I tempi non sembrano maturi.

Misha Glenny, McMafia, Mondadori
Recensione (parzialmente) pubblicata su Queer di Liberazione del 5 ottobre 2008 (pdf)


5.10.2008 Commenta Feed Stampa