Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni > Zibaldone > robottino figlio marito scappare

robottino figlio marito scappare

di Ludovica Anselmo

swetlana_billy.jpg

adesso. questo è il momento buono. attraverso la stanza svelta, con piglio precipitoso: scusatemi. la toilette, così almeno per un po’ nessuno mi cercherà. scappare scappare. con questo abitino addosso non sarà facile restare inosservati. aspetto che un cono di luce mi illumini da un momento all’altro.

io non so vestirmi, cioè, mi spiego. io non so come vestirmi. per me non ci sono differenze. formale, sportivo informale, sportivo e basta, informale classico, vintage, da giorno, da cerimonia, da cerimonia di giorno e da cerimonia di sera. andate. a. fare. in. culo. per cui questo merdoso bozzolo di taffetà rosa è frutto di una, me ne rendo conto, discutibile equazione: cerimonia uguale abito lungo. ed ora eccomi qui, vestita come una cazzo di Marilyn di contrada, presente quando canta quella canzone sui diamanti?

taxi. scappare scappare. scale. taxi: mi porti alla stazione presto. capisco che la stazione non è abbastanza per il genere di fuga che ho in mente. cioè, non è che voglio sentirmi un sacco pazza, andare, chessò, a bologna, farmi un giretto tra gli spacciatori e poi tornare un sacco sballata “uh! che matta che sono stata, eh?”, no.

le ricerche cominceranno presto, saranno svelti, dopotutto sono una madre di famiglia, faranno di tutto per evitare l’affido e ricongiungermi al pupo. inoltre con questo coso addosso è come se urlassi “presto! chiamate a chi l’ha visto, presto!”. ho cambiato idea, mi porti all’aeroporto. scappare scappare. ma scappare per bene.

mio marito mi ha regalato un robottino che fa le pulizie. per cui io comprerò un biglietto a caso: il primo volo. mio figlio capirà. quando sarà grande. gli spiegherò tutto: “poi tuo padre ha cominciato a farmi regali tipo un robottino per pulire” e allora certo che capirà. sempre che cresca bene. che non venga su idiota. speriamo che il primo volo non sia verso nord, son freddolosa.

e visto il vantaggio recuperato con la scelta meno romantica ma certamente più pratica di scappare col mezzo aereo, decido che ho tutto il tempo di passare da casa un attimo. per togliermi di dosso questa merda di vestito, pigliare i cosmetici, un libro. pisciare. dei calzini di lana, nel caso sfortunato che mi toccasse andare in Svezia: senta, le spiace fare prima una sosta in via san giovanni?

sono una persona orribile, una madre vile ma per fortuna il mio miserabile senso morale mi impedirà di avere ripensamenti una volta a casa. entro, inciampo sul robottino. fanculo robottino di merda, questa è l’ultima volta che ti vedo. scappare scappare. qui dentro fa caldo però. dopotutto si sta bene. il robottino. gli aperitivi. il pisello di mio marito: si certo, sono ancora tutte buone ragioni. ma la scandinavia cazzo no. la scandinavia è fredda. forse, a maggio sarà tutto più semplice. scappare scappare, ma per bene.


30.09.2008 5 Commenti Feed Stampa