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Fantasy Channel

di Luca Pettinelli

macchu picchuIeri sera, temporaneamente orbato dei canali sky da un malinteso con la mia ex banca, mi rassegno a seguire i canali via etere. Alle 21.00 sul palinsesto di Rai2 fa bella mostra di s un tale “Voyager – ai confini della conoscenza”. Le alternative sono cose del tipo “La Squadra 24”, “Carramba che culo” e un film di terz’ordine, insomma questa sorta di divulgazione scientifica appare la scelta meno deprimente.
Si parte da Macchu Picchu. Pietrificato dall’orrore, ascolto discorsi sconclusionati su inclinazione dell’asse terrestre, Atlantide, civilt superiori e astronomie immaginarie finch un indio, che per tono di voce e postura sembra il fratello andino di Prodi (ma senza occhiali), informa cortesemente ma fermamente gli italiani che gli Incas disponevano di porte dimensionali. L’archeologia tradizionale (quella che ha datato la citt circa al XV secolo) viene degnata di pochi cenni svagati ai limiti dell’irrisione mentre una voce fuori campo rende noto che, grazie a calcoli effettuati con unit di misura prese di peso da Topolino, la citt sarebbe databile a 3500 anni prima di cristo e ci sarebbe lo zampino nientepopodimenoche dei soliti egiziani. Su un planisfero anticato le rette che congiungono Macchu Picchu a Giza, Atlantide, Frascati e Disneyland si sprecano mentre la solita voce mi ammaestra sul fatto che leggende e racconti popolari degli indigeni raccolti dai primi missionari spagnoli narravano dell’esistenza di una razza ben pi antica degli Inca stanziata nella valle, una razza dotata di conoscenze e capacit fuori dal comune. D’altronde, mi chiedo, perch fare tanta fatica e sperperare tanto denaro per cercare informazioni sulla nascita dell’universo quando sappiamo benissimo che dal Caos primordiale emerse Gea che gener Urano il quale poi malandrinamente la fecond per dare vita ai Titani? Che te ne fai di Rubbia quando hai Esiodo?
A questo punto mi volto a guardare la bottiglia di vino rimasta sul tavolo dopo cena ma non ne manca abbastanza. Sono sobrio, quello che sento reale.
Nel frattempo inizia un altro servizio sull’immancabile Area 51. Un gruppo di sedicenti “esperti” si mette al servizio della trasmissione. Parliamo di un gruppo di pensionati con manie di persecuzione e pi che probabili problemi di alcolismo databili in un passato forse non troppo remoto. A sentire loro l’Area 51 non sarebbe una base aerea in cui vengono testati i prototipi dei nuovi velivoli militari, ma una cornucopia di segreti che nelle loro menti devastate vanno dai cadaveri degli alieni a reperti archeologici tanto misteriosi quanto dotati di poteri straordinari. Per indagare pi a fondo il mistero dell’Area (sic!) si dividono in due squadre. Una si inerpica con un piccolo telescopio su un rilievo nei dintorni, l’altra va a cagare il cazzo a una delle entrate. Vengono scoperti dei sensori di movimento fuori dalla recinzione (fatto strano nei pressi di una base militare e prova incontrovertibile che gatta ci cova) ma di fatto non accade nulla. I gonzi sulla montagna si ostinano a fissare e fotografare le sagome dei capannoni tremolanti nel calore della vallata mentre quelli nel deserto si accampano nei paraggi armati di uno scanner per frequenze radio. La mattina dopo il gruppo si riunisce di nuovo e durante una seduta di brainstorming che sembra una scena tagliata da “Qualcuno vol sul nido del cuculo” esamina collegialmente le prove raccolte. Sembrano tutti molto eccitati ed effettivamente il materiale di prim’ordine: 1) nella base ci sono dei capannoni 2) i capannoni sono squadrati, ma mentre alcuni sono grigio scuro altri sembrano di un bianco pallido 3) dall’interno della base un sistema di viglilanza tiene d’occhio gli idioti che ci gironzolano intorno 4) lo scanner ha rivelato una certa dose di traffico sulle frequenza dell’esercito. Fatti due rapidi conti per il gruppo facile desumere che l’Area 51 agisce al di fuori del sistema di regole delle forze armate statunitensi e in realt fa capo a un’organizzazione di livello superiore non meglio identificata. La parola “Spectre” attraversa velocemente il mio campo visivo: Adolfo Celi sorbisce voluttuosamente un avana smisurato, circondato da ragazze troppo truccate; di fronte a lui Bush e Cheney si guardano le punte delle scarpe come ragazzini beccati dopo una marachella, limitandosi ad annuire in silenzio quando nella stanza tuona un “Che non accada mai pi”. Poi, per fortuna, arriva la pubblicit.
Guardo di nuovo la bottiglia sul tavolo, ma questa volta con un sentimento che oscilla tra l’ingordigia e il desiderio di oblio.
Seguono un servizio sulla “misteriosa” morte di W. A. Mozart (ok, mi sono addormentato, lo ammetto) e un gran finale in cui, con l’ausilio inconsapevole di membri dell’areonautica militare, le scie di condensazione lasciate in cielo dagli aerei vengono definite come il frutto di un non meglio specificato “complotto”. Definisco “inconsapevole” l’ausilio dei militari perch le loro dichiarazioni vengono mandate in alternanza a ricostruzioni piuttosto fantasiose. Le parole del metereologo e del pilota di Tornado sono tanto laconiche quanto competenti e ovviamente non avallano in alcun senso l’ipotesi del complotto (per non dire che non toccano proprio l’assurda materia del contendere) ma secondo un meccanismo ormai collaudato sono funzionali a donare credibilit a ci che le circonda.
A questo punto, come potrete ben immaginare, il vino era finito.
Tralasciando quest’ultima faccenda dell’Aeronautica (fossi nel Capo di Stato Maggiore denuncerei la trasmissione e i suoi autori), mi chiedo con che coraggio la Rai produca e mostri queste sconcezze. Parliamo di prima serata, davanti alla tv ci sono ragazzini e ragazzine che vanno a scuola, un posto che gli autori di Voyager ignorano ma in cui ci si sforza di insegnare cose sensate e non questa massa di cazzate pseudoscientifiche. E s che da spettatore di Sky dovrei esserci abituato. History Channel e Discovery non si fanno certo problemi a mandare in onda “documentari” in cui oscuri professoruncoli di provincia e scrittori alla Kolosimo straparlano di piramidi egizie e maya, templari, atlantide, rosacroce, spiritismo, telepatia, ufo e chi pi ne ha pi ne metta (chi ha la parabola sa di che parlo) ma sky non un servizio pubblico. Esiste, se non erro, un’associazione di famiglie o qualcosa del genere, una masnada di maniaci religiosi che insorge ogni qual volta vanno in onda una tetta o un culo tra le 20.00 e le 22.00, ma almeno tette e culi esistono, sono reali (come i pargoli che vogliono proteggere scopriranno con enorme godimento tra qualche anno), per cazzate della portata di Voyager chi protesta? Possibile che nessuno in Rai o in parlamento si alzi a dire che non si pu far credere a dei ragazzi che Macchu Picchu venne fondata dagli alieni?


26.09.2008 7 Commenti Feed Stampa