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Povero Ghorban

di Luca Pettinelli

Il governo iraniano rinnova l’attacco contro i giocattoli occidentali. E, come risposta allo strapotere della Barbie lancia sul mercato Sara e Dara, le versioni islamiche della famosa bambola bionda. […] Per preservare i piccoli iraniani dalla «corruzione» dei modelli occidentali la Procura generale di Teheran ha chiesto qualche tempo fa la messa al bando non solo di di “Barbie” e “Ken”, ma anche dei pupazzi di Batman, dell’Uomo ragno e di Harry Potter. «Promuovere figure come quelle e l’incontrallata importazione di cd, videogiochi e film dovrebbe allarmare il governo», ha dichiarato il procuratore Ghorban Ali Dori Najafabadi.”
(da lastampa.it)
Qualcuno avverta il povero Ghorban di un paio di cosette:
1) la Barbie è sempre stata un simbolo nemmeno troppo occulto del femminino più banale, represso e convenzionale che si possa immaginare. Vietare Barbie perché non diventi veicolo di idee rivoluzionarie (o anche solo vagamente tendenti alla trasgressione e/o all’indipendenza) è un po’ come vietare i dischi di Claudio Villa per proteggersi dal rock ‘n’ roll.
2) Sara e Dara sono entrambi nomi ebraici. Niente di male, verrebbe da dire, non fosse che Ghorban risulta alle dirette dipendenze di uno che vuole cancellare gli ebrei dal medio oriente. Pretendere di crescere una nuova generazione di antisemiti insegnandogli ad affezionarsi ai nomi dei loro probabili futuri nemici suona un tantino paradossale perfino per il cretinismo congenito del regime iraniano.


24.09.2008 Commenta Feed Stampa