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Brandelli di Festival

di Elisa Bolchi

Torno ora dal Festivaletteratura di Mantova dove ho fatto graziose scoperte e ho potuto ascoltare nellordine:

Patrizio Roversi, che apprezzo come essere umano per la sua umilt, la sua curiosit, la sua disponibilit (il fatto che abbia solo doti che finiscono con un una pura casualit) e che mi ha fatto venir voglia di prendere e viaggiare, di investire ogni singolo centesimo guadagnato in viaggi, in biglietti aerei… Poi mi son resa conto che in fondo lo faccio gi. che guadagno poco e il mondo grande.

Igiaba Scego, una giovane scrittrice romana di origini somale, e in particolare un incontro su wikiafrica e sulle riviste africane che mi sembrato uno spunto interessante, da approfondire, perch la mia ignoranza del continente che sta al piano sotto il nostro incolmabile.

Piergiorgio Odifreddi che raccontava del suo pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Interessante, e poi, diciamocelo, oggi come oggi, buttar l in una conversazione che si sentito parlare Odifreddi d subito un tono.

Jeanette Winterson, ovvero, il motivo della mia presenza al festival di questanno. Temevo una delusione. Quando metti qualcuno su di un piedistallo sempre rischioso, basta anche solo una piccola scossa per rischiare una rovinosa caduta. Ma gli incontri che ho seguito mi hanno mostrato una donna dolce, impegnata, divertente, simpatica, incazzata e con la voglia di fare qualcosa. Raccontato da lei The Stone Gods, che ho da poco terminato ma di cui non sono ancora riuscita a parlare, ha tutta unaltra luce. Sono riuscita a chiederle una conferma delle mie ricerche (in breve: tutte le interferenze di Virginia Woolf che io vedo nel tuo lavoro sono frutto di una mia personale e malata ossessione o ci sono davvero? Risposta: s, ci sono. Bene) e a farle i miei complimenti di persona mentre due ragazze in fila dietro di me mi facevano il verso per ci che le avevo chiesto. Evidentemente non si erano accorte che ero davanti a loro
Il giorno successivo ho assistito al secondo incontro con Jeanette dedicato ai bambini e a Tanglewreck. La donna incazzata e impegnata diventata una buffa zia che diverte i nipotini, una cantastorie giocosa e profonda che non rinuncia, in una fiaba, a raccontare la scienza e la fisica quantistica.
Ci che mi ha colpita di lei e forse non avrebbe dovuto sorprendermi, ma lo ha fatto il coraggio di dire che non c nulla di pi importante dellamore nella vita, e che lamore lunica cosa. Lo diceva John Lennon: love is the answer, ma lo diceva in unaltra epoca. Oggi sembra sempre troppo semplicistico, banale e scontato parlare dellamore. Invece ci vuol coraggio per farlo, perch non c nulla di pi complesso, di pi indispensabile, di pi imprescindibile dellamore in tutte le sue forme, e senza lamore, che senso avrebbe tutto?
Sentirselo ricordare ogni tanto fa bene.
Bravissima anche Chiara Valerio, che lha intervistata e che ha saputo essere simpatica e fare domande puntuali e interessanti.


8.09.2008 Commenta Feed Stampa