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La morte del papa

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la morte del papaLa morte di Albino Luciani, già raccontata da alcuni saggi, viene ricostruita dal portoghese Rocha in un affascinante romanzo che mescola realtà e finzione in un sapiente meccanismo. La genesi, racconta l’autore, è l’incontro con un ex agente dei servizi segreti vaticani e membro della P2. L’uomo, che si autoaccusa dell’omicidio, ha deciso di rivelare la storia e il romanzo è solo la prima parte della sua verità. L’assassinio del papa è inserito nella vicenda P2/IOR.

Due piani di lettura. Il primo, la fiction. La trama è ben articolata: la giornalista Sarah Monteiro riceve informazioni segrete sulla P2 e per questo diventa soggetto da eliminare. Malgrado troppi inseguimenti da film americano e un eccessivo sapore di Codice Da Vinci, la storia affascina. Il secondo, la nonfiction. Una inchiesta ben condotta con riferimenti precisi. Rocha afferma:”Non posso dire chi furono gli esecutori materiali, ma i mandanti sì: Marcinkus, Calvi e Gelli”. Il quadro, per chi conosce la storia dell’epoca, è verosimile. Luciani non era l’uomo debole sembrato prima dell’elezione. Progettava invece una riforma profonda delle gerarchie vaticane, soprattutto dello IOR, gestito da Marcinkus in conbutta con potentati economici, politici e mafiosi. La sera della morte, Luciani “teneva il diario e tre fogli: il primo conteneva una lista arrivata da Pecorelli di 112 nomi di massoni, alcuni sottolineati con delle note a margine scritte dal pontefice; il secondo recava le sostituzioni che Luciani voleva fare in Curia e appunti personali; sull’ultimo c’era il terzo segreto di Fatima”. Era un pericolo da eliminare in fretta. Impressiona poi come gran parte della storia raccontata combaci con le rivelazione del mafioso pentito Calcara raccolte da Salvatore Borsellino. “La morte del Papa” è un libro denso di rivelazioni e da leggere con grande attenzione.

Luis Miguel Rocha – La morte del Papa – Cavallo di Ferro
Recensione pubblicata su Milanonera di settembre 2008 (pdf)


7.09.2008 1 Commento Feed Stampa