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Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sar utile

di Elisa Bolchi

Copertina
Ad alcuni parso che questo titolo mettesse paura, non invogliasse alla lettura del romanzo. Un titolo che ricorda un po quei libri di automotivazione. Io non lho pensato nemmeno per un minuto, forse, perch conoscendo Adelphi, so che non pubblicherebbero mai un libro di quel genere e quindi doveva esserci qualcosa di ironico, oppure no, ma se era oppure no, allora doveva valer la pena perch Adelphi non ti scoraggia mica per nulla.
La trama presto narrata: James, il protagonista, ha 18 anni ma ha seri problemi di asocialit che sfiorano lautismo e cos si ritrova a pensare come un uomo di 30 ma con la semplicit di un adolescente. lestate del 2003 e James a settembre dovr iniziare la Brown University, ma intanto lavora, o meglio, si reca ogni giorno, alla galleria darte della madre (la madre per non unartista, solo una ricca divorziata). James ci racconta qualcosa di quella estate, lultima, forse, da adolescente, ch poi luniversit in qualche modo un po ti cambia.
Certe atmosfere mi hanno anche ricordato Correndo con le forbici in mano, di A. Borroughs, ma molto pi amaro, pi iperrealista, pi East Side.
un libro che si divora: due, massimo tre giorni di lettura, ma ho limpressione che alcune immagini, alcuni personaggi, rimarranno in eterno. Come Nanette, la nonna, figura deliziosa che sembra uscire dal libro come un ologramma tanto la si sente viva.
La narrazione geniale e a met del libro, mentre passeggi per New York per andare dalla Freak al Central Park attraversando la Fifth, ti viene in mente Il giovane Holden. Un po perch anche lui se ne va a zonzo, un po perch anche lui non lo trova il suo posto, e un po per come parlano, sia James che Holden, mettendo tutta lattenzione su piccoli particolari insignificanti, raccontando la vita, come diceva Prufrock, con i cucchiaini di caff.


1.09.2008 1 Commento Feed Stampa