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Così mi ha stuprato Padre Fedele

di Cav. Marcello Stacchia

Padre FedeleCollana “Instant book Stacchia”
COSI’ MI HA STUPRATO PADRE FEDELE
a cura di P. Vigorelli
Prefazione di L. Luciani

Giovanotti,

anche la Stacchia accede al mercato del cosiddetto “Instant book”, volendo dar risalto ad una vicenda, quella di Padre Fedele, che ha colpito le coscienze di molti (e di alcuni, non solo le coscienze!).

Di tutto ci si potrà accusare eccetto che di essere sciacalli: la Stacchia non si getta come il condor affamato a spolpare le carcasse maleodoranti della cronaca più torbida! La Stacchia vuole rendere un giusto servizio alla comunità, dando voce alle povere vittime di cotanto scempio e punta il suo autorevole dito contro il vero male del secolo, il male che attanaglia la società moderna, il male che colpisce tutti indistintamente e che non fa sconti ad alcuno: l’ipocrisia ed il benpensantismo d’accatto.

E’ per questo che siamo orgogliosi di pubblicare questo libro e che a curarne la prefazione sia una delle menti più lucide dei nostri tempi: Luca Luciani.

Buona lettura!

Prefazione di Luca Luciani

Questo è un libro a cui tengo molto, cazzo! Perchè ho la faccia incazzata? Perché ho conosciuto Padre Fedele da vicino. Da MOLTO VICINO! Un giorno, durante il CDA della Telecom ad un certo punto sento un respiro di sfiducia, un respiro di aria di aspettativa… un respiro di come quando uno vede una partita di pallone… mi giro ed era Padre Fedele che ansimava alle mie spalle! E poi rimbalzava e si creava dei film che erano tutte cazzate! Oggi non parlo di Napoletone ma di Padre Fedele: quel bastardo me l’ha messo al c**o anche a me! Cazzo! E mentre abusava del mio bel corpicino mi diceva “Tranquillo figliolo, è un trionfo, come a Waterloo!”, Cazzo!

Ecco perchè io sono il capolavoro di Padre Fedele: strategia, chiarezza delle idee, determinazione ed eccomi cotto… fatto… Grazie Padre Fedele, cazzo!

Ed ora qualche estratto dal volume, qualche breve ma significativa (nonché sconvolgente) testimonianza di chi ha conosciuto da vicino la controversa figura di Padre Fedele:

Parla Yuri Ivanovich Malenchenko, astronauta russo che ha trascorso 192 giorni a bordo della Stazione spaziale internazionale Iss: “Stavamo orbitando sopra l’Oceano Pacifico, ed io mi trovavo sul Modulo 3, intento ad effettuare una piccola riparazione all’impianto di areazione; ad un certo punto chiedo ad un collega americano di passarmi il cacciavite, ma quello che mi ha dato era decisamente più grosso di un cacciavite! Mi sono girato, e dietro di me c’era Padre Fedele, con un’espressione che non dimenticherò mai! Mio Dio, è stato orribile…”.

Ancor più straziante l’esperienza capitata al campione di immersioni Umberto Pellizzari: “Mi trovavo a 135 mt. di profondità, ed il record del mondo in assetto variabile era proprio lì ad un passo! Una vita di sacrifici che si realizzava, non potevo crederci… d’un tratto, da dietro, sento un ribollire, come se qualcuno con le bombole mi stesse seguendo. Non mi sembrava possibile, a quella profondità i fotografi non ci arrivano: continuo a scendere ma, arrivato a 145 mt. ho sentito una spinta da tergo che mi ha proiettato d’un tratto a 160 mt.! era Padre Fedele, con gli occhi iniettati di sangue, che abusava del mio bel corpo nonostante lo spesso strato di neoprene che mi avrebbe dovuto proteggere… Ma ciò che mi dispiace di più, a distanza di tempo, è che per via della spinta il record non è stato nemmeno omologato”.

Si rimane senza parole dinanzi al racconto di John Barblitt III, finanziere della City londinese: “Eravamo al Lions con alcuni colleghi sorseggiando whiskey on the rocks, facendo commenti salaci sulle cameriere e scambiandoci suggerimenti su prossimi investimenti; ad un certo punto, annoiato, mi sono allontanato dal gruppo per fare due passi… ah, non l’avessi mai fatto! Mi avvicino al terrazzo, da dove potevo ammirare alcune gallinelle che starnazzavano in piscina, e mentre faccio per accendermi un sigaro cubano, mi accorgo che li ho finiti; mi giro verso un inserviente, del quale avevo notato l’abbigliamento un po’ singolare, e gliene chiedo uno. Ciò che mi diede era molto più grosso di un sigaro, per quanto la forma non fosse poi dissimile… Mio Dio, le lagrime mi soffogano ancora al ricordo…”.

Ma Padre Fedele non rivolgeva le sue immonde voglie solo a povere vittime inermi e sconosciute: ascoltate il racconto di Reinhold Messner, celebre esploratore ed alpinista: “Mi trovavo quasi in vetta al K2, a più di 7.000 metri di altezza… un po’ per la fatica, un po’ per l’emozione, sento una sete pazzesca, così chiedo al mio Sherpa di passarmi la mia bottiglia di Levissima e, quando allungo la mano per afferrarla mi ritrovo in mano… ecco… non riesco nemmeno a dirlo… insomma… era Padre Fedele, tutto nudo e col coso al vento nonostante i -54 gradi e senza respiratore! Un demonio, vi assicuro! Avrei preferito incontrare lo Yeti!”.

E sentite qui cosa è accaduto al povero Cesarino Pizziconi, idraulico del Tufello: “Me chiamo Pizziconi Cesarino, sò der ‘54 e faccio l’idraulico da quanno ciavevo 5 anni. Un giorno me chiameno a riparà ‘n rubbinetto che perde presso un convento, un monastero, che ne so io; io n’so praticante, ma pijo l’attrezzi, monto in maghina e ce vado, che cazzo me frega, li sordi sò sordi, e se sò in nero è pure mejo! Ahò! Comincio a smontà er rubbinetto, e capisco subbito che ce stà n’probblema a li tubbi sotto; ma appena me piego pe vedè, SBEM! Me sento come n’tram che me mette sotto! Me giro, e nun era Padre Fedele che se stava a fa li comodacci sua cor culo mio? Ma li mortacci sua…”.

Ma simili episodi si ripetono dappertutto, come ricorda lo sprinter Tyson Gay: “Eravamo ai Campionati del Mondo a Osaka, in Giappone, lo scorso anno. Correvo la 4 x 100, e seguivo in staffetta Darvis Patton; mentre lo vedo arrivare, come di consueto mi giro e comincio a correre, tendendo la mano dietro per prendere il testimone. Al momento stabilito, stringo la presa, ed il testimone mi sembrava un po’ diverso dal solito, e ben più grosso e pesante! Mi giro e, con grande stupore, scopro che attaccato al ‘testimone’ c’era Padre Fedele, che correva trafelato con un sorriso che non potrò mai dimenticare! Ho pensato pure di chiarirgli che mi chiamo Gay solo per caso, che non è di certo una scelta, ma non ci fu niente da fare… Per la cronaca, con tutto Padre Fedele ho fatto un bel 37,78, un signor tempo!”.


10.07.2008 2 Commenti Feed Stampa